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Templi, elefanti e night bazaar nel nord della Thailandia

Un’antica leggenda thai narra che un re, indeciso sul luogo dove costruire il tempio per custodire una preziosa reliquia del Buddha, la pose sul dorso di un elefante bianco che, raggiunta la cima del monte Doi Suthep, cadde tramortito dopo aver barrito tre volte e fatto altrettanti giri su se stesso. Nessun dubbio che quello fosse il punto designato dove innalzare il santuario, e così fu. Con questa affascinante storia, che ci accompagna nella visita dello scintillante Wat Phrathat Doi Suthep che domina la piana di Chiang Mai, seconda città del Paese, inizia il nostro viaggio alla scoperta del Nord della Thailandia, terra di verdi vallate, città storiche, antiche tradizioni e profondo misticismo. Meta di viaggiatori, più che di vacanzieri, dove vivere avventure soft nella natura ed esperienze autentiche con le comunità locali, entrare in contatto con usi e cultura alla ricerca della thainess, cioè l’essenza stessa dell’essere Thai.

Con oltre duecento templi, Chiang Mai è considerata il centro spirituale della Thailandia fin dalla sua fondazione nel XIII secolo. È forte l’emozione di mescolarsi alla folla di turisti e fedeli che, sulle orme del mitico elefante bianco, percorrono la monumentale scalinata Naga che conduce al grandioso chedi dorato del Doi Suthep, dove ci ritroviamo immersi nel misticismo di canti, rituali e preghiere di uno dei luoghi più sacri della Thailandia.

Un’atmosfera che pervade anche il Wat Chedi Luang, che oltre alla più grande pagoda di Chiang Mai ospita una comunità di monaci che vivono, meditano, pregano secondo la dottrina del Buddismo Theravada, come ci spiega un giovane novizio che incontriamo durante la Monk Chat, una chiacchierata informale in inglese sulla filosofia buddista e lo stile di vita dei monaci. Questi incontri, che si tengono ogni giorno, sono una straordinaria opportunità per entrare in contatto con la cultura thai e stanno riscuotendo un crescente successo tra i turisti.

Per gli shopping-addicted e non solo, Chiang Mai è invece sinonimo di Night Bazaar, il mercato notturno straripante di merci d’ogni tipo, tra cui anche oggetti d’artigianato locale, sete, tessuti, lacche, ceramiche e sculture in legno. Dopo tutto, Chiang Mai è il maggiore centro artigianale thailandese e per vedere gli artigiani all’opera facciamo un giro dei centri di produzione alle porte della città. Passando da un atelier all’altro, assistiamo alla creazione di veri capolavori, dalla tessitura della seta alla lavorazione della sa paper, la pregiata carta di gelso con cui si realizzano lanterne, ventagli e i tipici ombrellini di bambù dipinti a mano.

La thainess si esprime anche e soprattutto a tavola e in questo caso l’esperienza più coinvolgente che si possa fare a Chiang Mai è la cena Kantoke. Nella cornice di un tradizionale edificio di legno in stile Lanna gustiamo una serie di portate una più prelibata dell’altra, tra pollo fritto, maiale al curry, cotica e banane fritte, il tutto accompagnato da riso glutinoso e servito su un tavolino basso di legno, il kantok appunto. E per contorno, spettacolo di danze thai classiche e folkloristiche, anche queste tipiche del Nord e delle tribù delle colline.

Chiang Mai è la base ideale per attività di turismo ecosostenibile e per esplorare le selvagge vallate settentrionali, disseminate di villaggi di tribù nomadi di origine birmana, cinese e tibetana. Alcuni si trovano immersi negli spettacolari scenari naturalistici del Parco Nazionale Doi Inthanon, che prende il nome dal monte più alto del Paese, meta di trekking nella foresta dove fioriscono le orchidee selvatiche, tra suggestive cascate e risaie. Un tempo dedite alla redditizia quanto illegale coltivazione dell’oppio, le comunità locali di Karen e Hmong si dedicano ora alla produzione di riso, caffè e altri prodotti agricoli dietro impulso del Royal Agricultural Station Inthanon, uno dei popolari Royal Projects voluti dal defunto Re Bhumibol per dare un futuro sostenibile alle popolazioni rurali. Visitiamo i giardini e gli orti della fattoria da cui provengono anche gli ortaggi a km zero serviti nel ristorante del parco, ma la vera meraviglia sono le orchidee e i fiori tropicali che inondano di colori e profumi la grande serra. Le impenetrabili foreste del Nord della Thailandia un tempo erano anche il regno degli elefanti, che oggi è più facile incontrare nei campi di addestramento dove si esibiscono per i turisti. Oppure in centri che offrono esperienze nel rispetto dell’ambiente e degli animali, come il Thai Elephant Care Center che si prende cura dei pachidermi anziani. L’abbiamo fatto anche noi, trasformandoci per un giorno in mahout (i custodi degli elefanti) e divertendoci ad accudirli, nutrirli, giocare con loro e, dopo aver preso confidenza, portandoli anche a fare il bagno nel fiume.

Sulla strada per Chiang Rai è ormai una tappa irrinunciabile la visita dello stupefacente Wat Rong Khun, l’onirico Tempio Bianco diventato in pochi anni un’attrazione planetaria. Tutto stucchi, specchietti e statue stravaganti, è frutto della fantasia visionaria di un artista locale che l’ha concepito come esposizione d’arte privata nello stile di un tempio. Molti altri templi, più antichi e solenni, ma di sicuro meno famosi, costellano il capoluogo più settentrionale del Paese, principale porta d’accesso al leggendario Triangolo d’Oro, punto di confine tra Thailandia, Myanmar e Laos. In mezzo scorre maestoso il Mekong, il fiume più lungo e importante dell’Indocina, da tempo immemorabile fonte di vita per le popolazioni locali che incontriamo durante l’immancabile gita in piroga all’isola di Donsao, sulla sponda laotiana.

LA CARICA DEI 114 AL MEGA FAM TRIP. Sono stati 114 tra adv, t.o., giornalisti e blogger, i partecipanti al Mega Fam Trip più grande di sempre organizzato dalla Tourism Authority of Thailand in collaborazione con Thai Airways, Bangkok Airways e quattro dmc: Easy Smile, Asian Trails, Asco Lotus e Orientours. Divisi in cinque gruppi, gli agenti hanno esplorato per una settimana regioni e aspetti diversi del Paese, dalle isole alle foreste e le città del nord, per poi riunirsi l’ultimo giorno a Bangkok per condividere esperienze ed emozioni.

«È stato un grande impegno – ha sottolineato Sandro Botticelli, marketing manager dell’ente che ha ideato e coordinato l’evento – ma ci tenevamo a far scoprire quanto il Paese ha da offrire nelle diverse regioni». Un obiettivo in linea con il focus del nuovo marketing concept Open to the New Shades of Thailand, presentato durante la convention da Pataraporn Sitthivanich (nalla foto), executive director Emea di Tat, che si prefigge di far scoprire l’enorme diversità del Paese da nuove prospettive. Durante l’evento è stato annunciato il piano di incentivazione dell’ente, diviso in due tranche, che mette in palio posti nei prossimi fam trip di primavera per gli adv che fino a dicembre 2017 e nel periodo gennaio-marzo 2018 avranno realizzato il maggior numero di prenotazioni (tour o volo+hotel) in Thailandia.

TRE TOUR OPERATOR FUORI DAL MAINSTREAM. Oltre agli agenti di viaggi, al tour del nord della Thailandia del Mega Fam Trip 2017, gestito dalla dmc Asian Trails, hanno partecipato rappresentanti di tre tour operator specializzati sulla destinazione: Oltremare Group, Mappamondo e Master Explorer.

«È la destinazione su cui quest’anno abbiamo avuto l’incremento maggiore, con oltre il +40% – commenta Simone Ghelfi, chief marketing officer di Oltremare – Sulla base dell’ottima risposta del mercato, i nostri product manager sono già al lavoro per ulteriori inserimenti di itinerari alternativi per ampliare la gamma di proposte. In questi giorni abbiamo visto una Thailandia diversa, al di fuori del mainstream che caratterizza il grosso delle vendite, anche se devo dire che per noi tutta la parte del nord è tra le più vendute». Entusiasta del tour nel nord anche Angela De Sando del booking Oriente di Mappamondo: «La Thailandia è il nostro prodotto di punta e questo viaggio mi ha fatto scoprire una regione davvero affascinante, che noi già vendiamo da molto tempo come esclusiva nella versione 5 giorni/4 notti tra Chiang Rai e Chiang Mai». Le proposte di turismo eco-sostenibile sono state una grande scoperta per Patrizia Gargano del booking di Master Explorer: «Da amante degli animali, l’esperienza all’Elephant Care Center è stata un’emozione fortissima, proporrò sicuramente questa escursione ai miei clienti».

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