Due violentissime scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5, a distanza di 39 secondi, hanno colpito il Venezuela alle 18.00, ora locale, mezzanotte in Italia, di oggi 24 giugno, provocando il crollo di centinaia di edifici.
Il primo bilancio ufficiale parla di 32 morti e 700 feriti, ma i numeri sono destinati purtroppo a salire.
Particolarmente colpiti lo stato di La Guaira, la capitale Caracas e l’ovest del Paese, in particolare la provincia rurale di Yumarè.
Gravemente danneggiato anche l’aeroporto internazionale che ha sospeso i voli, in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri.
Saltate anche le comunicazioni telefoniche e internet, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all’estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari e sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza.
La presidente ad interim del Paese, Delcy Rodriguez, dalla tv pubblica, ha annunciato lo stato di emergenza e ha lanciato un appello all’unità nazionale.
Quello registrato è il terremoto più violento degli ultimi 126 anni in Venezuela, tanto che le scosse si sono sentite fino a oltre 160 chilometri dall’epicentro, ai confini con la Colombia e nelle prime ore si è temuto un effetto tsunami che però ,fortunatamente, ora è stato escluso.
NON RISULTANO ITALIANI TRA LE VITTIME
“Al momento non risultano vittime italiane in Venezuela”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito, assicurando che l’unità di crisi è al lavoro.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con RaiNews24, ha aggiunto: “Speriamo che non ci siano italiani coinvolti nel terremoto, ma con tanti nostri connazionali, 120 mila, anche con doppio passaporto che vivono nel Paese, potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato.La nostra unità di crisi è operativa da questa notte e cerchiamo di dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela”.
Sul sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, si raccomanda ai connazionali di prestare particolare attenzione, evitando di sostare in prossimità di edifici danneggiati e di seguire le indicazioni delle Autorità locali.
Per segnalazioni di urgenze, sono attivi i seguenti numeri di emergenza: Ambasciata d’Italia a Caracas: +58 (0) 414 272 3600, Consolato Generale a Caracas: +58 (0) 414 210 1699, Consolato a Maracaibo: +58 (0) 424 662 6032 e Unità di Crisi +39 06 36225.
IL SOSTEGNO INTERNAZIONALE
Il presidente statunitense Donald Trump ha scritto un post su Truth in cui dice di aver ordinato a «tutte le agenzie governative di prepararsi e muoversi in fretta» per aiutare «il nostro nuovo e grande amico».
L’attuale governo in Venezuela si è insediato dopo che gli Stati Uniti hanno catturato il presidente e dittatore Nicolás Maduro, a gennaio, con lo scopo di sostituirlo con una persona più malleabile agli interessi statunitensi.
I governi di Ecuador, Uruguay, Brasile, Repubblica Dominicana, El Salvador, Cile, Argentina, Bolivia e Panama hanno inviato le proprie squadre specializzate in soccorsi o hanno detto di essere disposti a collaborare.
Tra i primi governi europei a offrire aiuti c’è stata la Spagna, molto legata al Venezuela per ragioni storiche e politiche.
Tajani ha detto di aver chiesto all’Unione Europea di attivare il sistema europeo e il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con una nota da Palazzo Chigi, esprime a nome del Governo “La piu’ sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione”.

