Si consolida anche a gennaio il trend di crescita del traffico aereo in Europa: secondo l’ultimo rapporto di Aci Europe, il traffico passeggeri nella rete aeroportuale europea è infatti aumentato del 4,6% a gennaio 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Ancora più vistoso l’incremento negli aeroporti del mercato extra Ue con un volume di passeggeri cresciuto del +8,8%.
A trainare maggiormente questa evoluzione è stata la domanda di viaggi internazionali, che è aumentata del 5,5%, mentre il traffico passeggeri nazionale è aumentato soltanto dell’1,8%, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia registrati nel 2019.
All’interno del mercato Ue, gli aeroporti situati nelle zone orientali e periferiche del blocco hanno registrato la crescita più forte, con il record della Slovacchia (+98%), seguita da Slovenia (+20,8%), Malta (+17,2%), Irlanda (+13,8%), Repubblica Ceca (+13,5%), Cipro (+13,3%), Bulgaria (+12,6%) e Polonia (+11,8%). Al contrario gli aeroporti nei Paesi Bassi (-7,3%) sono stati colpiti da condizioni meteorologiche avverse, mentre quelli in Islanda (-4,3%) e Lettonia (-3,2%) ed hanno così subito significative riduzioni della capacità delle compagnie aeree.
Tra i maggiori mercati Ue, gli aeroporti italiani hanno registrato i risultati più positivi, con un aumento del traffico passeggeri del 4,1%, seguiti da Germania (+3,5%), Spagna (+2,6%), Francia (+2,1%) e Regno Unito (+2%).
Nel mercato extra-Ue, i maggiori incrementi del traffico passeggeri sono stati registrati in Moldavia (+35,4%), Macedonia del Nord (+31%), Israele (+24,4%), Uzbekistan (+23,9%), Georgia (+16%), Armenia (+10,3%) e Turchia (+9,4%). Mentre gli aeroporti del Montenegro (-1,7%) e del Kazakistan (+0,1%) hanno registrato una performance relativamente più debole.
In termini di volumi assoluti di passeggeri, Istanbul (+6,4%) ha superato Londra Heathrow (+2,2%) come aeroporto più trafficato d’Europa a gennaio, accogliendo 6,9 milioni di passeggeri rispetto ai 6,5 milioni di Heathrow. L’aeroporto ha gestito una media di oltre 220mila passeggeri al giorno.
Madrid (+3,5%) si è posizionata al terzo posto, davanti a Parigi Charles de Gaulle (+0,7%). Amsterdam (-9,1%) ha seguito la stessa tendenza, riflettendo l’interruzione operativa causata dal maltempo di inizio mese. Francoforte (+4,9%) ha registrato una forte crescita, pur rimanendo fuori dai primi cinque aeroporti più trafficati.
Segnali complessivamente soddisfacenti che purtroppo sono stati del tutto annullati da quanto sta accadendo nel Golfo Persico come annota Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe: «Solitamente il mese di gennaio ci fornisce la prima indicazione sull’andamento del traffico per l’anno in corso, e i dati che pubblichiamo oggi sarebbero normalmente considerati la prova di una domanda resiliente e di prospettive positive per i mesi a venire. Ma purtroppo il conflitto scoppiato la scorsa settimana in Medio Oriente sta stravolgendo le previsioni di traffico, rendendo le prospettive al momento altamente incerte, soprattutto alla luce del fatto che negli ultimi 20 anni il Medio Oriente e in particolare il Golfo son diventati un’area operativa estremamente importante per molti aeroporti europei, da quelli regionali più grandi ai principali hub. Non si tratta solo di connettività e traffico diretti verso il Medio Oriente, ma anche di connettività indiretta attraverso quella regione verso l’Asia-Pacifico. Ciò significa che, anche se parte della domanda di base legata al turismo leisure potesse spostarsi verso altre destinazioni o altri percorsi diretti e indiretti verso l’Asia-Pacifico, tale traffico non sarebbe semplicemente sostituibile».

