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Trasporti, ennesimo venerdì nero. Ma Salvini precetta ancora

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Non c’è precettazione senza Salvini. Per l’ennesima volta il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture è pronto a firmare la riduzione di uno sciopero, nella circostanza quello di 24 ore del trasporto pubblico locale proclamato dai sindacati di base per il 15 dicembre. Fallito un tentativo di mediazione al ministero, le sigle di settore tirano dritte e annunciano pure bus lumaca per protesta, pur rispettando le fasce di garanzia per i servizi essenziali. Peraltro la protesta era prevista per lunedì 27 novembre, ma per evitare una precettazione analoga, è stata spostata a venerdì prossimo.

In ogni caso, secondo fonti ministeriali, sarebbe imminente la firma sull’ordinanza per limitare l’agitazione a 4 ore. «Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma non lo fai di 24 ore nel penultimo venerdì prima del Natale, perché c’è il diritto allo sciopero ma c’è anche il diritto al lavoro – ha ribadito ieri Salvini intervenendo all’Assemblea di Confagricoltura – Da ministro dei Trasporti devo garantire la mobilità ai 20 milioni di italiani che quotidianamente prendono un mezzo pubblico: è mio diritto ma anche mio dovere».

I sindacati hanno fatto sapere che si rivolgeranno al Tar per sospendere l’ordinanza e chiederanno un incontro urgente alla premier, Giorgia Meloni, per capire «se l’aggressione al diritto di sciopero sia volontà comune di tutto il governo».

Insieme a movimenti sociali e studenteschi, le sigle di base saranno anche in corteo a Roma, sempre venerdì 15, a difesa del diritto di sciopero con una manifestazione che partirà alle 17 da piazzale Aldo Moro fino al ministero a Porta Pia.

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