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Tui si aggrappa al last minute

TUI Group_adobe

Tui rivede al ribasso le sue previsioni per il 2026 a causa dell’incertezza geopolitica. Tra costi straordinari legati ai rimpatri e mancate prenotazioni in destinazioni al momento precluse, il colosso tedesco del tour operating prevede una contrazione del suo utile operativo ante imposte (Ebit) rettificato e compreso tra 1,1 e 1,4 miliardi di euro. Sebbene l’azienda abbia registrato risultati solidi nel secondo trimestre del suo anno fiscale, superando le cifre dell’anno precedente, la guerra nel Golfo ha costretto la direzione ad adottare un atteggiamento più prudente per l’intero anno. In una nota ufficiale l’azienda precisa inoltre che il suo obiettivo è avvicinarsi al livello del 2025, quando ha registrato 1,413 miliardi di euro, e ha temporaneamente sospeso le previsioni sui ricavi fino a quando le condizioni di mercato non si stabilizzeranno. E per l’estate a venire, fa molto affidamento su un fenomeno quest’anno ancora più marcato: il last minute, frutto dell’attuale empasse nel booking.

In realtà, l’aggiornamento trasmette un duplice messaggio: da un lato Tui riconosce che il protrarsi del conflitto in Medio Oriente ha ridotto la visibilità a breve termine e aumentato la cautela dei consumatori; dall’altro, sottolinea di continuare a registrare un miglioramento operativo nella prima metà dell’esercizio, mantenendo una solida posizione finanziaria per affrontare l’attuale volatilità.

Di fatto – come sottolinea la testata spagnola Hosteltur,  la crisi derivante dalla guerra in Iran si è fatta sentire soprattutto a marzo quando Tui ha rimpatriato circa 10.000 clienti, tra cui circa 5.000 passeggeri delle crociere Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5, oltre ad altri 5.000 viaggiatori provenienti da mercati europei. A questi si sono aggiunti 1.500 membri dell’equipaggio, in un’operazione che spiega gran parte del costo straordinario sostenuto dal Gruppo. A tal proposito, a causa delle ostilità, le due navi da crociera sono dovute rimanere nei porti di Abu Dhabi e Doha e hanno cancellato tutti i loro itinerari fino a metà maggio 2026. Solo pochi giorni fa hanno potuto lasciare il Golfo Persico in sicurezza per iniziare la stagione estiva nel Mediterraneo al via a fine maggio.

A latere, la compagnia ha lanciato un messaggio rassicurante sulla programmazione crocieristica, sottolineando come l’attività del resto delle flotte Tui Cruises e Marella Cruises continua a mostrare un trend di prenotazioni solido, dopo una campagna commerciale di inizio anno particolarmente positiva.

Il Gruppo Tui evidenzia, poi, come nei settori airline, hotel e resort, è in atto uno spostamento parziale della domanda dal Mediterraneo orientale verso quello occidentale, oltre a un fragoroso ritorno del last minute. I clienti stanno prenotando più a ridosso della data di partenza, una tendenza che riduce la visibilità commerciale in piena stagione estiva. Non a caso anche le prenotazioni ne risentono: a tutto il 20 aprile, le operazioni di booking risultavano inferiori del 7% rispetto all’anno precedente, mentre anche il tasso di occupazione alberghiera per la seconda metà dell’esercizio era inferiore del 7%. Tui collega questa evoluzione soprattutto all’impatto della guerra in Iran su Turchia, Cipro ed Egitto, oltre all’effetto a catena dell’uragano nei Caraibi.

Ciononostante, l’azienda fa sapere di mantenere una certa capacità di manovra grazie alla solidità del proprio bilancio e alla strategia di trasformazione. La società aggiunge inoltre di avere coperto l’83% del proprio fabbisogno di carburante per l’estate 2026 e il 62% per l’inverno 2026/27.

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