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Turismo mondiale, i Paesi leader hanno perso oltre 764 miliardi

Oltre 764 miliardi di euro è la perdita complessiva fatta segnare dai primi dieci mercati turistici inbound-outbound del mondo a causa del Covid-19. È questa l’impressionante cifra calcolata dal portale Esta.com che ha esaminato i dati finanziari, con mancate entrate e uscite combinate con la  percentuale di Pil perso, dei primi 10 Paesi del mondo per rilevanza turistica da gennaio ad ottobre del 2020. Ne deriva un danno finanziario senza precedenti nella storia del turismo internazionale

Ancor più significativo se si considera che questa prima stima di effetti finanziari comprende le ondate di divieti di viaggio che si sono susseguiti da marzo fino a novembre, ma non contempla l’ondata di restrizioni che ha caratterizzato anche il periodo natalizio.

Il raffronto col 2019 sarà impietoso perché due anni fa il turismo globale aveva contribuito con 7,3 trilioni di euro al Pil mondiale, ma a causa della pandemia l’impatto finanziario di Covid-19 sul turismo mondiale  nel 2020, ha di fatto quasi azzerato quel contributo che andrà comunque valutato su base annuale, non appena verranno certificati i dati degli ultimi due mesi del 2020.

Ma è il dato relativo all’Europa è quello che colpisce maggiormente, dal momento che, cifre alla mano, i principali mercati europei per outbound ed inbound, ovvero Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna rappresentano un buon 50% del bilancio turistico mondiale e tutti hanno fatto segnare crolli davvero significativi.

Ad esempio, con meno 20 milioni di visitatori stranieri nel 2020, la Spagna è il Paese europeo con la più grande perdita di entrate per circa 38,2 miliardi di euro. E ancora la Francia, che risulta il Paese più visitato al mondo con oltre 89 milioni di turisti ogni anno, ha subito una perdita totale di entrate di 34,6 miliardi di euro. Questo rende il Paese transalpino il terzo per le perdite più alte a livello globale e il secondo in Europa. E anche l’Italia, con l’82% in meno di arrivi dall’estero da gennaio ad ottobre, registra mancate entrate per almeno 28 miliardi di euro.

Nel commentare questi dati Jayne Forrester, direttore dello sviluppo internazionale dell’Esta, rileva: «Per il 2021 i viaggi sono ancora estremamente imprevedibili, con pochissime certezze su quando si potrà viaggiare di nuovo liberamente, sia per lavoro che per svago. I Paesi di tutto il mondo che fanno affidamento sull’industria del turismo per la loro economia e il lavoro continueranno a registrare, purtroppo,  enormi perdite di entrate e Pil. La fase della sia pur timida ripartenza del settore è comunque affidata ad un efficiente funzionamento della macchina organizzativa delle vaccinazioni, per consentire un ritorno ai viaggi, seppur con le dovute precauzioni sanitarie».

Tra i Paesi non europei nei primi dieci mercati con le maggiori perdite finanziarie, figurano anche  la Thailandia (meno 30 miliardi di euro), l’Australia (perdita di 22 miliardi di euro) ed il Giappone con meno 21 miliardi di euro.

Dati perfettamente in linea con quanto ha stimato l’Unwto alla fine dell’anno, quando ha calcolato che il turismo mondiale avrebbe chiuso il 2020 con mancati introiti per 910 miliardi di dollari, pari a circa 744 miliardi di euro.

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