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Turisti emiratini ostacolati dai visti Schengen

Schengen da adobe

Schengen

L’Europa resta una delle destinazioni più desiderate dai residenti negli Emirati Arabi Uniti, ma per molti viaggiatori il primo ostacolo dell’estate non è il costo del volo o la disponibilità alberghiera: è il visto. La domanda per l’area Schengen continua infatti a crescere, ma la disponibilità di appuntamenti nei centri consolari e presso i provider autorizzati non sembra tenere il passo.

RICHIESTE AUMENTATE

Secondo Vfs Global, le richieste di visto Schengen dagli Emirati – si legge su Skift – risultano in aumento di quasi il 10% anno su anno e del 22% rispetto al 2022. Un segnale positivo per la domanda outbound verso l’Europa, che tuttavia si scontra con tempi di attesa sempre più lunghi. Diverse fonti di mercato indicano finestre di sei-otto settimane per ottenere un appuntamento, mentre per alcune destinazioni molto richieste — tra cui Francia, Spagna, Grecia, Germania e Italia — gli slot disponibili sono spesso limitati o esauriti con largo anticipo.

Il problema è particolarmente sensibile nel periodo estivo, quando le famiglie residenti negli Emirati programmano viaggi lunghi verso l’Europa, spesso combinando più Paesi Schengen. Per chi non ha iniziato la procedura in anticipo, il rischio è di dover posticipare la partenza, cambiare destinazione o rinunciare al viaggio. Dopo l’appuntamento, bisogna poi considerare i normali tempi di lavorazione della pratica, che possono aggiungere altri 10-15 giorni lavorativi.

C’è anche il fenomeno degli intermediari non ufficiali e dei bot, che intercettano gli slot appena vengono pubblicati, a rendere il quadro più complesso,  alimentando un mercato parallelo degli appuntamenti.

RISCHIO PER L’EUROPA

Per il travel trade, il tema ha un impatto concreto. La domanda per l’Europa dagli Emirati non manca, ma il processo di prenotazione diventa più fragile: agenti di viaggio e tour operator devono anticipare la consulenza, aiutare i clienti a preparare la documentazione e suggerire finestre di viaggio più realistiche. In molti casi, la scelta della destinazione potrebbe dipendere non solo dal prezzo o dall’attrattività del prodotto, ma dalla possibilità effettiva di ottenere un appuntamento in tempo utile.

Il rischio, per l’Europa, è che una parte della domanda ad alto valore si sposti verso destinazioni percepite come più semplici dal punto di vista burocratico.  Un collo di bottiglia operativo, insomma, che può spostare flussi e decisioni d’acquisto. In un’estate già segnata da tariffe elevate e forte competizione internazionale, la rapidità di accesso al visto diventa un fattore competitivo a tutti gli effetti. Senza considerare, poi, il caos generato dall’Entry/Exit System (Ees), il nuovo sistema europeo di controllo elettronico alle frontiere per i cittadini extra Ue.

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