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Usa, ipotesi controlli “light” sui social

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L’Agenzia statunitense per le dogane e la protezione delle frontiere (Cbp) sta valutando una versione ridotta della sua controversa proposta di richiedere la cronologia dei social media, degli ultimi cinque anni, ai viaggiatori provenienti dai Paesi aderenti al programma di esenzione dal visto (Visa Waiver Program), tra cui l’Italia.

Intervenendo alla conferenza Ipw 2026 della U.S. Travel Association, Matt Davies, direttore esecutivo dell’ufficio delle operazioni sul campo della Cbp, ha dichiarato che l’agenzia sta esaminando 2.000 commenti pubblici sulla proposta, pubblicata sul National Register a dicembre. La proposta ha suscitato forti critiche all’estero e da parte degli operatori del settore turistico statunitense.

Davies ha spiegato che le autorità stanno considerando un approccio più mirato, in cui la quantità di informazioni sui social media che i visitatori saranno tenuti a fornire dipenderà dalle risposte che forniranno durante la procedura di richiesta dell’Esta tramite il Visa Waiver Program. Davies lo ha definito «un approccio a cascata». «Non è rivolto a tutti», ha assicurato Davies.

Qualsiasi requisito relativo ai social media, comunque, non entrerà in vigore prima dell’inizio dei Mondiali di calcio, a giugno, ha aggiunto Davies, e probabilmente non prima della fine dell’anno. Il Cbp prevede un follow-up dopo aver completato la revisione dei commenti pubblici, che darà il via a un secondo periodo di consultazione pubblica.

Il Cbp, ha aggiunto Davies, non ha modificato le sue politiche o il suo approccio durante l’amministrazione Trump, nonostante l’opinione diffusa di controlli più severi. «Se sei un viaggiatore che attraversa il confine con gli Stati Uniti, hai più probabilità di essere colpito da un fulmine che di avere il telefono controllato dal Cbp», ha detto.

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