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Usa, ora l’effetto guerra arricchisce le compagnie aeree

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Le azioni delle compagnie aeree statunitensi sono in forte rialzo, nelle ultime settimane, grazie al calo dei prezzi del carburante per aerei e al continuo aumento della domanda di viaggi aerei negli Stati Uniti. I titoli di United Airlines e Delta Air Lines hanno raggiunto, in settimana, nuovi massimi storici. Negli ultimi tre mesi, i loro titoli hanno guadagnato rispettivamente il 46% e il 39%, per una capitalizzazione di circa 44 e 61 miliardi di dollari. Il titolo di American Airlines, a sua volta ai massimi delle ultime 52 settimane, ha guadagnato oltre il 67% in tre mesi, per una capitalizzazione di 12 miliardi.

«La domanda di viaggi aerei era forte prima della guerra con l’Iran ed è rimasta elevata per tutta la durata del conflitto. I combattimenti hanno fatto aumentare le tariffe aeree, ma la loro fine ha provocato un calo dei costi del carburante», ha affermato David Russell, responsabile globale della strategia di mercato presso TradeStation, parlando con MarketWatch.

A incidere sono anche il fallimento di Spirit Airlines e i perenni ritardi nelle consegne dei produttori di aerei Boeing e Airbus, che limitano l’offerta di posti disponibili.

I margini di profitto sono destinati ad ampliarsi, con l’arrivo della stagione dei viaggi estivi e con la pubblicazione dei risultati trimestrali. Russell ha affermato che «i titoli delle compagnie aeree e del settore turistico si sono finalmente lasciati alle spalle gli ultimi danni causati dal Covid».

IL PREZZO DEL JET FUEL

Gran parte dei recenti guadagni del settore sono legati al calo dei prezzi del petrolio. All’inizio di aprile, con la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran che di fatto manteneva chiuso lo Stretto di Hormuz, i prezzi del carburante per aerei, negli Stati Uniti, erano schizzati a quasi 5 dollari al gallone, rispetto ai circa 2,50 dollari al gallone di fine febbraio. Attualmente, i prezzi si aggirano intorno ai 2,90 dollari al gallone, dopo il cessate il fuoco di 60 giorni e l’avvio di nuovi negoziati. I future sul petrolio greggio sono crollati di circa il 20%, a giugno.

Il carburante per aerei è la seconda voce di spesa del settore dopo il costo del lavoro, rappresentando circa il 25-30% dei costi operativi totali delle compagnie aeree, secondo l’Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata). Le compagnie aeree statunitensi e le loro controparti globali hanno affrontato la situazione modificando la capacità, riducendo in generale i voli meno popolari e redditizi e aumentando i costi per i bagagli registrati e altri servizi.

Il contesto per le compagnie aeree è migliorato, nelle ultime settimane, e non solo grazie al calo dei future sul petrolio, come hanno affermato gli analisti di BofA Securities in una recente nota. La crescita della capacità interna è “sostanzialmente piatta” fino a settembre e gli indicatori della domanda in tempo reale rimangono solidi, hanno aggiunto.

L’ANDAMENTO AZIONARIO

I titoli delle compagnie aeree statunitensi hanno reagito con un rally, a giugno. L’Etf U.S. Global Jets, un indicatore rappresentativo del settore, ha raggiunto il record di 34,66 dollari, venerdì scorso, e ha guadagnato il 13% a giugno.

Citando i dati di Airline Reporting, una società di intermediazione dati di proprietà congiunta di diverse compagnie aeree, gli analisti di Bank of America hanno affermato che il prezzo medio dei biglietti è aumentato di oltre il 18% su base annua, a maggio, con le tariffe in classe economica in crescita di oltre il 20% e quelle in classe premium di oltre il 14%.

Bank of America ha dichiarato che i dati aggregati relativi alle carte di credito e di debito indicano che «lo slancio rimane intatto, con la spesa aerea che torna a crescere a doppia cifra, supportata dalla solidità della spesa per transazione».

Delta Air Lines darà il via alla stagione degli utili del settore il 10 luglio, seguita – la settimana successiva – da American e United.

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