Travel ban, avanti tutta. Entrare negli Stati Uniti diventa sempre più complicato, considerando che dal 1° gennaio 2026 il divieto di viaggio è stato esteso a 39 Paesi. La “controversa lista Usa”, come la definisce L’Echo Touristique, comporta una serie di norme particolarmente restrittive per chi intende entrare negli States.
Reintrodotto nel giugno 2025 dall’amministrazione Trump, il veto si applicava in precedenza a 19 Paesi. All’elenco ne sono stati aggiunti altri 20, tra cui importanti destinazioni turistiche, quali Nigeria, Angola e Senegal.
I cittadini di questi 19 Paesi (Afghanistan, Burkina Faso, Birmania, Ciad, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Laos, Libia, Mali, Niger, Sierra Leone, Somalia, Sudan del Sud, Sudan, Siria e Yemen. Sono interessati anche i titolari di documenti di viaggio palestinesi) rischiano la sospensione totale dei visti di immigrazione e non immigrazione.
Altri 19 (Angola, Antigua e Barbuda, Benin, Burundi, Costa d’Avorio, Cuba, Dominica, Gabon, Gambia, Malawi, Mauritania, Nigeria, Senegal, Tanzania, Togo, Tonga, Venezuela, Zambia, Zimbabwe) sono soggetti a restrizioni parziali che riguardano i visti turistici e per studenti, nonché tutti i visti di immigrazione.
Questo significa che i cittadini di Senegal e Costa d’Avorio, ad esempio, non potranno recarsi negli Usa per sostenere le proprie nazionali durante la Coppa del Mondo di calcio, che si svolgerà in estate prorio negli Stati Uniti, oltre che in Canada e in Messico.
Eliminate, inoltre, tre categorie di eccezioni: visti per familiari stretti di cittadini statunitensi (coniugi, figli, genitori), adozioni internazionali e visti speciali per gli afghani che hanno assistito le forze armate Usa.
Restano esenti i residenti permanenti (titolari di green card), le persone già in possesso di un visto valido al 1° gennaio 2026, i cittadini con doppia cittadinanza che viaggiano con un passaporto non interessato, alcuni diplomatici e gli atleti che partecipano a importanti eventi sportivi.

