L’amministrazione Trump, come preannunciato, prevede di autorizzare a breve la ripresa dei voli delle compagnie aeree statunitensi verso il Venezuela, come parte di una strategia graduale legata alla stabilizzazione politica ed economica del Paese. I preparativi, secondo quanto riportato dalla testata trade spagnola Preferente, sono già in corso, con un approccio che dà priorità ad azioni che possano evitare un collasso istituzionale e gestire una transizione controllata.
In questo senso, le autorità statunitensi hanno avvertito del deterioramento delle infrastrutture aeroportuali venezuelane e dell’impatto operativo che comporterebbe l’aumento del traffico aereo. Ma le stesse hanno già chiarito che non è previsto un investimento diretto degli Stati Uniti nel miglioramento degli aeroporti del Paese, per cui si prevede che le risorse utilizzate provengano esclusivamente dal settore privato e da fondi generati in Venezuela.
Per questo motivo, prima di compiere qualsiasi passo, la Transportation Security Administration (Tsa) prevede di ispezionare l’aeroporto internazionale di Maiquetía per verificare il rispetto degli standard internazionali. Attualmente, le valutazioni collocano il Venezuela a un livello di rischio per la sicurezza da moderato ad alto, senza miglioramenti significativi.
Da parte sua, la Federal Aviation Administration (Faa) mantiene il Paese latinoamericano nella Categoria 2 del programma Iasa, il che implica che la sua autorità aeronautica non soddisfa pienamente gli standard di supervisione dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile e limita la capacità delle compagnie venezuelane di operare verso gli Stati Uniti. Sebbene la preoccupazione sia minore, persistono timori riguardo alla gestione e alle condizioni degli aeroporti.
Allo stesso modo, il piano prevede un allentamento progressivo delle sanzioni, subordinato al raggiungimento di obiettivi di stabilità. Parallelamente, Washington sta lavorando a un piano finanziario affinché le imprese statunitensi possano recuperare miliardi di dollari dovuti dallo Stato venezuelano, presumibilmente derivanti da espropri e obbligazioni non pagate.

