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Verso il ritorno dei voucher nel turismo

Non è ancora notizia certa, ma sembra questione di giorni: presto torneranno in Italia i tanto discussi voucher, cioè i buoni lavoro che remunerano le prestazioni occasionali. Il loro ritorno fa parte dei provvedimenti contenuti nel contratto di governo che Movimento 5 Stelle e Lega hanno firmato nei mesi scorsi.

A quanto si apprende da fonti di maggioranza, i due partiti hanno raggiunto l’intesa sulle modifiche principali da apportare al decreto dignità, tra cui proprio l’utilizzo dei voucher.  Il leader dei 5 Stelle, nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha aperto al ritorno dei buoni lavoro per le prestazioni occasionali, ma limitato ai settori in cui se ne ravvisa la necessità. Via libera quindi ai voucher nell’agricoltura (per esempio per la raccolta dei frutti nella stagione estiva o la vendemmia in ottobre), nel turismo (pensiamo all’alta stagione di alberghi e ristoranti) – i due settori che fanno capo al ministro Gian Marco Centinaio – e probabilmente anche negli enti locali. Non è chiaro se i voucher potranno essere utilizzati per un’ampia platea di lavoratori o se saranno indirizzati soltanto a giovani studenti, pensionati e disoccupati, così come sono stati pensati in origine.

Comunque, l’esame in commissione del testo del dl dignità non è ancora cominciato e gli emendamenti presentati dai deputati nelle commissioni Lavoro e Finanze sono quasi mille.
La reintroduzione dei voucher, anche se solo per alcuni settori, continua a non piacere ai sindacati. Lo scorso anno la Cgil promosse un referendum per abolirli, sostenendo che molte aziende li utilizzavano per il lavoro nero o sottopagato, trasformando quindi dipendenti irregolari in collaboratori occasionali pagati con buoni lavoro.

La battaglia del sindacato portò l’allora presidente del Consiglio Gentiloni a toglierli dalla circolazione, ma la questione è sempre rimasta aperta. Se ben utilizzati, infatti, i voucher consentono copertura contributiva e contro gli infortuni per settori, come quello del turismo e dell’agricoltura, in cui sono frequenti i lavori saltuari.

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