Viaggi brevi e centri estivi: la summer insolita delle famiglie

by Redazione | 24 Giugno 2020 13:15

Le vacanze estive delle famiglie italiane nel post Covid saranno brevi, da 4 a 15 giorni, per il 48% dei nuclei familiari con bambini. Neel 22% dei casi, invece, almeno un genitore continuerà a stare in casa lavorando in smart working. È quanto rilevato da una ricerca di Yoppies, piattaforma internazionale di domanda e offerta di servizi alla persona.

Le nuove tempistiche e modalità dettate dal lockdown, tra chi ha esaurito le ferie durante il confinamento, chi deve ripartire con la sua attività in proprio e chi continua a lavorare in remoto, sta fortemente influenzando le scelte per le vacanze di un’estate decisamente anomala. Ben il 17% delle famiglie italiane, infatti, rimarrà a casa, impossibilitati ad allontanarsi anche solo per qualche giorno a causa di impegni lavorativi, mancanza di budget o dichiarata paura di contagio.

A soffrire di questa estate post Covid, all’insegna della prudenza e di inevitabili restrizioni logistiche, saranno soprattutto i bambini: il 62% del campione indica che i loro figli hanno ricominciato a frequentare gli amici, specificando, però, che l’incontro avviene all’aria aperta e con pochi presenti. Un considerevole 38% dei genitori intervistati dichiara invece di non aver ancora organizzato incontri con gli amici dei figli, non sentendosi completamente al sicuro dal rischio di contagio e preferendo quindi limitare le interazioni ai soli parenti (zii, cugini e nonni).

Da qui la domanda spontanea sull’opzione dei centri estivi: con l’avvio della cosiddetta Fase 3, infatti, i centri estivi hanno potuto aprire le loro porte e offrire ai bambini svariate attività ricreative e sportive, a condizione di mettere in pratica le dovute misure di igiene e di sicurezza. Questa soluzione non solo permette ai piccoli di divertirsi, stare all’aperto o in mezzo alla natura e giocare con i loro amici, ma consente anche ai genitori di concentrarsi sul lavoro.

Ebbene, sempre secondo la ricerca, il 43% degli intervistati pensa di mandare i figli a un centro estivo, il 25% non lo farà per evitare qualsiasi rischio di contagio, mentre l’11% non lo farà poiché ritiene che i bambini non godrebbero a pieno delle attività a causa delle numerose limitazioni. Il mentre il 21% è ancora indeciso.

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