Viking ha cancellato le sue crociere sul Nilo fino alla fine di marzo, a causa del conflitto scoppiato tra Stati Uniti, Israele e Iran. La flotta egiziana della compagnia rappresenta solo il 2% della sua capacità complessiva, ma il mercato è in crescita; entro il prossimo anno, ha affermato, spera di avere una dozzina di navi sul fiume.
AVALON E LE ALTRE
Altre compagnie di crociere fluviali hanno ridotto le loro attività nella regione. Anche Avalon Waterways ha deciso di sospendere, per marzo, i suoi tour in Egitto, dove gestisce una sola nave, la Farah.
Tauck ha sospeso i suoi tour via terra e le crociere fluviali in Egitto. Il suo itinerario “Egitto: Gioielli del Nilo” dovrebbe riprendere dopo il 15 marzo, mentre il tour “Giordania ed Egitto: Petra e le Piramidi” è sospeso per il mese in corso.
AmaWaterways ha dichiarato aver sospeso i suoi tour via terra in Giordania e Dubai fino al 31 marzo. Tuttavia, la compagnia continuerà a operare le sue crociere fluviali, a marzo, come da programma. Qualsiasi cliente che abbia già prenotato una crociera per marzo potrà comunque decidere di rinviarla, senza subire penali.
LASCIARE L’EGITTO
L’Egitto è tra i Paesi che i cittadini statunitensi, secondo il dipartimento di Stato americano, dovrebbero lasciare, insieme a Emirati Arabi Uniti, Israele, Giordania e Kuwait.
Il turismo in Egitto è cresciuto del 20%, lo scorso anno, nonostante la guerra di Gaza. Quest’anno, il Paese ha concentrato i suoi sforzi pubblicitari sui turisti statunitensi.


