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Wizz e la mezza verità
sui voli per gli Stati Uniti

Wizz air adobe

Te la do io l’America, ma solo per la Coppa del Mondo. Wizz Air – scrive Skift.com – ha deciso di interrompere le trattative per la rotta verso gli Stati Uniti, lasciando però la porta aperta ai voli charter per la Fifa World Cup, in programma in estate in Usa, Canada e Messico.

Ad alimentare le speculazioni sul lancio di voli transatlantici di linea era stata l’indiscrezione sulla richiesta di Wizz Air Uk al Dot (Department of Transportation), tramite il suo Air Operator’s Certificate (Aoc), per ottenere il Facp – Foreign Air Carrier Permit, necessario per volare dall’Europa negli States, nell’ambito dell’accordo “Open Skies” tra i due Paesi. Un piano che prevedeva l’utilizzo della flotta di Airbus A321Xlr (Extra Long Range).

Giovedì, intervenendo durante la conference call sui risultati finanziari, il direttore finanziario Ian Malin ha innestato la retromarcia, escludendo un piano per un servizio di linea verso gli Stati Uniti: «Vorrei solo chiarire un’indiscrezione che circola – ha precisato – Non c’è un progetto per un servizio di linea verso gli Usa, nessun cambiamento di business, ma abbiamo fatto domanda per i diritti charter per la Coppa del Mondo».

Malin ha quindi ribadito che l’interesse di Wizz Air per i voli negli Stati Uniti è limitato a opportunità di charter ad alto rendimento, pre-vendute, che possono essere bloccate in anticipo, piuttosto che a una spinta strategica nel mercato dei voli di linea transatlantici. «Il bello del charter – ha osservato – è che abbiamo un aereo che può farlo, l’Airbus Xlr, la concorrenza no. E faremmo un charter solo se il budget fosse ragionevole».

La compagnia è in ritardo rispetto alle rivali low-cost Ryanair ed easyJet in molti parametri finanziari chiave, con crescenti pressioni sul management per invertire la rotta. Malin ha sottolineato che, anche se il piano per i charter legati alla Coppa del Mondo dovesse procedere, non modificherebbe in modo significativo le prospettive finanziarie di Wizz Air.

Wizz Air non ha mai operato voli di linea transatlantici, ma nel 2022 chiese l’autorizzazione al Dipartimento dei Trasporti americano, poi respinta. Lo scorso novembre la compagnia ungherese era volata da Budapest a Washington con un Airbus A321Xlr, trasportando il primo ministro Viktor Orban e il suo entourage per incontrare il presidente Donald Trump.

Ora il vettore è impegnato a riposizionare l’Xlr come aereo in crescita focalizzato sul Regno Unito, dopo l’uscita dalla joint venture con Abu Dhabi e la riduzione dell’esposizione ai cosiddetti ambienti operativi “caldi e difficili“.

GLI STATI UNITI UNA SECONDA SCELTA

È anche vero che nelle politica di espansione di Jozsef Varadi, ceo della compagnia, per anni c’è sempre stata l’altra parte del mondo, cioè il Middle East e l’India.

Il fallimento dell’avventura mediorientale a causa anche delle tensioni geopolitiche – e, di conseguenza, lo scarso uso dei nuovi modelli Airbus Extra Long Range – aveva convinto Wizz Air a ridurre da 48 a 11 gli A321Xlr.

Varadi allora aveva dichiarato che lo sviluppo della compagnia si sarebbe concentrato sulla crescita del suo mercato principale nell’Europa dell’Est.

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