Tutto nasce da un viaggio in America, nell’ormai lontano 2007, dove i fondatori del gruppo avevano visto il futuro dei viaggi nella figura del consulente. E avevano deciso di replicarlo in Belgio.
Così è nata Travel Experts, rete di consulenti fondata da Mickey Creyf che l’anno scorso è approdata anche in Italia (oltre che in Svezia e Portogallo, prossima apertura la Germania nell’anno in corso).
E a un anno dal debutto Alexander Creyf, operation director Italy, fa il punto. «L’ impegno principale nel mercato italiano è stato il brand positioning, farci conoscere come esperti nel segmento high end. Ci abbiamo messo diversi mesi ma poi il riconoscimento è arrivato», racconta – Questa figura viene chiamata in vari modi, consulente, travel designer, e così, via, ma di fatto è questo: un private concierge per un cliente alto spendente che non ha voglia o tempo per andare in agenzia». E al momento questo profilo di consumatori sembra più diffuso al Nord Italia, con “puntelli” anche in Sicilia e Sardegna.
«Il nostro gol per l’anno di lancio era raggiungere venti consulenti in Italia, siamo arrivati a 16 ma siamo contenti perché sapevamo quanto non fosse facile guadagnare la fiducia degli adv. Per il 2026 puntiamo a 30 per poi arrivare ai 40 l’anno prossimo. Abbiamo uno scontrino medio che non scende mai sotto gli 8mila euro come pratica. Un buon consulente di viaggi secondo noi dovrebbe fare 1 milione di fatturato e oggi possiamo dire che per i nostri ci si avvicina a questa cifra (anche se negli altri mercati è maggiore). Sono 4mila i fornitori a livello globale».
«L’età media dei consulenti non arriva a 40 anni. Volevamo creare una comunità di fiducia con una strategia: essere davvero selettivi negli ingressi e privilegiare la qualità sulla quantità», aggiunge Tommaso Giorgetti, sales manager. Per il 2026 l’azienda cerca una crescita sostenibile con focus sui margini, sulla qualità dei servizi e sulle relazioni a lungo termine, mantenere il giusto numero per avere equilibrio. Con l’obiettivo di affinare la specializzazione di ciascun specialista in un prossimo futuro.
E nessuna preclusione agli agenti di viaggi anche organizzatori, anzi. «Vogliamo bilanciare i due aspetti, mantenendo ottimi rapporti con una buona fetta di operatori importanti (siamo affiliati per esempio a Gattinoni, che ha un posizionamento in linea con nostra realtà) ma dando anche tanti strumenti per far fare organizzazione a chi è capace. Attualmente il business è ripartito piuttosto equamente, non nascondiamo che uno dei nostri obiettivi è lasciare che un consulente possa portare il proprio fornitore e anche decidere di metterlo a disposizione della rete».
Ai consulenti che entrano in squadra il gruppo fornisce strumenti per creare il proprio brand e il supporto per l’attività, ma non “sconfina” promuovendo il marchio Travel Experts al cliente finale. «Rimaniamo b2b – spiega Creyf -, Ci sarà un momento in cui andremo a fare marketing b2c, creando un sito apposito come già facciamo in altri mercati. ma solo per portare clienti al consulente».



