Italians do it better. Ebbene sì, grazie a Enav i controllori di volo italiani sono stati i più efficienti nel 2025 tra le grandi nazioni europee, come segnala il Corriere della Sera, che si basa sui dati Eurocontrol, l’organizzazione intergovernativa che coordina le operazioni di 42 Paesi.
Fanalino di coda la Francia: altro smacco per i cugini d’oltralpe dopo il sorpasso per numero di presenze turistiche nel 2024.
PUNTUALITÀ ITALIANA
Altro che Svizzera, insomma. Nel 2025 – riporta il Corsera – l’Italia “ha garantito una puntualità eccellente, a fronte di volumi significativi che hanno determinato il record storico di voli. Un risultato reso possibile dalle persone, dagli investimenti in tecnologia e da una solida capacità gestionale. Un’efficienza che genera valore concreto: ogni minuto di ritardo costa 100 euro alla collettività, 1,84 miliardi nel complesso. Inoltre, meno ritardi significano anche meno emissioni e maggiore sostenibilità“.
Spesso vituperato proprio per la cronica mancanza di puntualità, stavolta il nostro Paese guarda tutti dall’alto in un contesto nel quale, lo scorso anno, “più di un volo su dieci nei cieli d’Europa ha subìto un ritardo medio di un quarto d’ora attribuibile ai controllori del traffico aereo”.
Nel 2025 l’area sotto l’egida di Eurocontrol — che comprende anche una parte del Nord Africa e del Medio Oriente — ha gestito 11 milioni di voli,+5% rispetto al 2024. Non tenendo conto di maltempo, congestione aeroportuale e problemi organizzativi dei vettori, i ritardi imputabili ai controllori di volo toccano i 18,4 milioni di minuti.
E ancora. Come fa notare il quotidiano di via Solferino, “il ritardo medio per volo — distribuendo i 18,4 milioni di minuti sugli 11 milioni di movimenti — è stato di un minuto e 40 secondi. Sebbene il dato sia in miglioramento rispetto al 2024, va ricordato che l’obiettivo fissato era di 30 secondi. Non tutti i voli, però, hanno subìto ritardi: nel 2025 quelli oltre l’orario programmato sono stati poco meno di 1,27 milioni, con un ritardo medio di 14 minuti e mezzo“.
LA DISTRIBUZIONE DEL TRAFFICO AEREO
Naturalmente il traffico aereo non è distribuito in maniera uniforme in Europa. La Dsna – l’ente francese del controllo del traffico aereo – ha gestito 3,49 milioni di voli. A ruota i controllori tedeschi della Dfs (2,94 milioni), gli inglesi della Nats (2,49 milioni), gli spagnoli di Enaire (2,47 milioni), gli italiani di Enav (2,14 milioni) e i turchi di Dhmi (1,81 milioni).
Sulla maglia nera dei controllori di volo transalpini pesano ovviamente gli scioperi, contro i quali si è ripetutamente scagliato il ceo di Ryanair, Michael O’Leary. E rispetto alla situazione in Italia c’è una grande differenza: in caso di agitazione, nessun aereo può neppure sorvolare la Francia, per cui l’impatto sul traffico continentale è immediato.
E così si spiega l’ultimo posto in classifica dei transalpini. Lo scorso anno, infatti, la Dsna ha provocato un ritardo medio di 114 secondi ai voli che hanno attraversato lo spazio aereo francese. In penultima posizione Enaire, con quasi un minuto. Quindi i greci di Hasp, con 54 secondi di ritardo medio per volo. Enav accusa 4,8 secondi di ritardo medio.
Lo scenario cambia se prendiamo in esame solo i voli in ritardo. Il primato negativo spetta ai controllori israeliani, quasi 50 minuti di ritardo medio per volo, un inconveniente dipeso soprattutto dalla grave crisi in Medio Oriente.
A seguireo gli albanesi di Albcontro, (oltre 22 minuti, gli austriaci di Austro Control, quasi 19 minuti, e ancora i greci di Hasp, più di 17 minuti. I più efficienti? I turchi di Dhmi, con poco meno di sette minuti e mezzo.


