Hong Kong chiama Italia, Mégueulle: «Non solo grattacieli»

Hong Kong chiama Italia, Mégueulle: «Non solo grattacieli»
04 Marzo 13:34 2026

Italiani venite a scoprire Hong Kong: oltre ai grattacieli c’è di più. In estrema sintesi potrebbe suonare così l’invito di Christophe Mégueulle, director Southern Europe di Hong Kong Tourism Board, arrivato nel nostro Paese in occasione del Capodanno cinese e dell’avvio del nuovo anno del Cavallo di fuoco, cogliendo l’opportunità di raccontare naturalmente l’importanza di questi festeggiamenti per la destinazione ma anche per ricordarne le potenzialità.

In realtà gli italiani mostrano già di apprezzare Hong Kong, i numeri sono in crescita. Ma la sfida è farli rimanere più a lungo. L’anno scorso Hong Kong ha accolto 91.937 arrivi dall’Italia, corrispondenti a una crescita di ben il 35,4% rispetto al 2024. Il nostro Paese diventa così il quarto mercato europeo dopo Uk, Germania e Francia.

«La permanenza media è di 3,3 notti, che va oltre le aspettative, ma non è ancora abbastanza – commenta il manager – Quello che desideriamo far capire è che Hong Kong merita un soggiorno più lungo perché è una meta molto più sfaccettata di quanto si pensi. È una regione, non una città, ricca di interessi differenti, dall’atmosfera urbana alla natura al mare, tutto a portata di mano in un territorio contenuto. Si può pernottare in città, a Kowloon per esempio, e poi nel raggio di un’ora scoprire questa diversità, godendosi la spiaggia la mattina, rientrando per poi provare la scena gourmet e dedicarsi a un museo nel pomeriggio. Con la libertà di decidere giorno per giorno».

La sua posizione e il suo ruolo di hub spinge inoltre a considerare Hong Kong come parte di tour combinato con altre destinazioni: lo fa ben l’85% dei visitatori (mentre solo il 15% sceglie di formarsi esclusivamente qui), nella metà dei casi con la Cina continentale. Un altro 10 per cento combina invece con il Giappone ed altrettanti con la Thailandia. «E siamo ad appena due ore di volo dal Vietnam o dalle Filippine. Hong Kong è accessibile facilmente, ormai da trent’anni senza necessità di visto per gli europei, basta un passaporto valido almeno un mese dopo il ritorno. Per spingere questa opportunità con i viaggiatori italiani abbiamo organizzato negli anni viaggi stampa e per influencer insieme a Cathay Pacific che opera voli diretti. La compagnia vola giornalmente da Milano e il volo stagionale da Roma (tra la fine di marzo e la fine di ottobre) quest’anno passa da tre a quattro frequenze alla settimana. Senza dimenticare le connessioni con le compagnie del Golfo e gli stessi vettori cinesi: la politica visa-free in Cina apre la possibilità di volare per esempio su Guangzhou per poi raggiungere Hong Kong in soli 48 minuti di treno ad alta velocità», aggiunge.

Ci sono in programma nuovi investimenti e attività con il trade, incoraggiandoli anche ad essere creativi e proporre prodotti combinati con altre destinazioni. «Stiamo lavorando con i tour operator per il lancio di campagne quest’anno e i successivi e stiamo pianificando comunicazioni anche al pubblico. Tra queste ci sarà anche Taste Hong Kong, dedicata alla scena gastronomica Il focus rimane comunque la scoperta dei tanti volti della destinazione, che oltre ai grattacieli può vantare un ricco patrimonio culturale, templi, eredità cinese, ma anche villaggi di pescatori, tradizioni, tanta natura appena fuori città. Abbiamo aperto di recente due nuovi musei, uno dedicato all’arte visuale contemporanea e l’altro all’arte tradizionale cinese», conclude Mégueulle.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa di Hong Kong Tourism Board
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Mariangela Traficante
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