La ripartenza soft di Emirates ed Etihad

La ripartenza soft di Emirates ed Etihad
03 Marzo 16:43 2026

Voli di linea per pochi, jet privati per pochissimi, corridoi agli sgoccioli. Con gli spazi aerei off limits resta acceso il semaforo rosso sul Golfo per le compagnie aeree, nonostante la ripresa parziale di lunedì sera da Dubai, con un numero limitato di voli Emirates e flydubai, e da Abu Dhabi con alcuni voli di rimpatrio e cargo targati Etihad Airways. E ora i collegamenti tra Europa e Asia sono ai minimi storici per mancanza di rotte.

Le prospettive di riapertura sono legate all’escalation (a oggi imprevedibile) della crisi e i numeri provocati dalla paralisi del traffico aereo sono eloquenti: sarebbero oltre un milione i viaggiatori rimasti bloccati negli aeroporti di tutto il mondo. Dal Medio Oriente i rientri procedono a singhiozzo e ogni operazione deve essere avallata dagli Emirati Arabi Uniti e soggetta a rigorose approvazioni di sicurezza.

Lo statement dei tre colossi mediorientali – Emirates, Etihad e Qatar Airways – parla chiaro.

EMIRATES

“Tutti i voli Emirates programmati da e per Dubai – ha annunciato la compagnia – rimarranno sospesi fino alle 23:59 (ora degli Emirati Arabi Uniti) del 4 marzo. Emirates continuerà a operare un numero limitato di voli di rimpatrio passeggeri e voli cargo il 3 e il 4 marzo. Stiamo accogliendo prioritariamente i clienti con prenotazioni anticipate su questi voli limitati. Si prega di non recarsi in aeroporto a meno che non siate stati avvisati direttamente da Emirates o non abbiate una prenotazione confermata per questi voli”.

Emirates continua a monitorare la situazione e invita i clienti a “consultare emirat.es/flightstatus per gli ultimi aggiornamenti operativi sul sito emirates.com e di controllare la propria email per eventuali notifiche relative a modifiche o cancellazioni dei voli prima di recarsi in aeroporto”.

ETIHAD

Etihad Airways ha ripreso alcuni voli da Abu Dhabi: i dati di Flightradar24 mostrano decolli in partenza per Londra Heathrow, Parigi, Amsterdam e Mosca, secondo quanto riferisce Euronews.

Per il resto, comunica la compagnia, “tutti i voli commerciali di linea da e per Abu Dhabi rimarranno sospesi fino alle 14:00 (ora degli Emirati Arabi Uniti) di giovedì 5 marzo. Alcuni voli di riposizionamento, cargo e rimpatrio potrebbero essere operati in coordinamento con le autorità degli Emirati Arabi Uniti e soggetti a rigorose autorizzazioni operative e di sicurezza. Gli ospiti non devono recarsi in aeroporto a meno che non siano stati contattati direttamente da Etihad e invitati a farlo”.

Indispensabile verificare lo stato del volo su etihad.com prima di recarsi in aeroporto. Gli ospiti in possesso di biglietti Etihad emessi entro il 28 febbraio 2026, con date di viaggio originali fino al 10 marzo 2026, possono effettuare una nuova prenotazione gratuita sui voli operati fino al 31 marzo 2026. Gli ospiti su tutti i voli Etihad fino al 10 marzo possono richiedere un rimborso su etihad.com/en/help/refund… o tramite il proprio agente di viaggio.

QATAR AIRWAYS

Le operazioni di volo di Qatar Airways rimangono temporaneamente sospese a causa della chiusura dello spazio aereo del Qatar. La compagnia riprenderà le operazioni non appena l’Autorità per l’Aviazione Civile del Qatar annuncerà la riapertura in sicurezza dello spazio aereo del Qatar. Un ulteriore aggiornamento sarà fornito il 4 marzo entro le 09:00 ora di Doha. I passeggeri sono invitati a monitorare le ultime informazioni sui voli tramite qatarairways.com o l’app mobile di Qatar Airways.

LE ALTRE COMPAGNIE

Ita Airways ha sospeso i voli da e per Tel Aviv  fino al 7 marzo, incluso il volo AZ809 dell’8 marzo, ed eviterà gli spazi aerei di Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Air France ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Dubai e Riad fino al 5 marzo 2026 compreso, la ripresa delle operazioni rimarrà soggetta a una valutazione della situazione nelle città di destinazione. Anche per Wizz Air stop fino al 7 marzo incluso per i voli da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi, Amman e l’Arabia Saudita. Lufthansa ha annullato i voli per Israele, Iran, Libano, Giordania, Iraq, Qatar, Kuwait, Bahrein e l’aeroporto saudita di Dammam almeno fino all’8 marzo.

JET PRIVATI ALLE STELLE

C’è invece chi lascia gli Emirati senza problemi, o quasi. I ricchi possono permettersi il lusso di noleggiare jet privati, nonostante i prezzi siano immediatamente schizzati alle stelle, come riferisce il britannico The Guardian. ​​Così, mentre la maggior parte dei turisti rimane bloccata negli hotel – a carico del governo locale – e sulle navi da crociera, si è scatenata la corsa tra novelli Paperon de’ Paperoni per trovare un volo. A qualsiasi costo.

JetVip, un’agenzia di brokeraggio di jet privati ​​con sede a Muscat, ha dichiarato al Guardian che “un volo per Istanbul su un Nextant – uno dei jet più piccoli disponibili – costa ora circa 85.000 euro (74.000 sterline), circa tre volte la tariffa normale. I posti sui charter privati ​​per Mosca costano circa 20.000 euro a persona”.

Altra soluzione: lasciare Dubai e sciropparsi quattro ore e mezza di auto fino in Oman, dove i disagi sono stati minimi e l’aeroporto di Muscat continua a funzionare, anche se con ritardi. Secondo i siti di prenotazione, la maggior parte dei voli commerciali da Muscat all’Europa sono al completo sino alla fine di questa settimana. Ancora più lungo il viaggio, 10 ore, fino a Riyadh, dove lo scalo è operativo. La società di intermediazione di jet privati ​​Vimana Private Jets, scrive ancora il Guardian, ha spiegato che i voli per l’Europa costano ora fino a 350.000 dollari. Cristiano Ronaldo, bontà sua, ha salutato Riyadh con il suo jet privato. Nemmeno la fatica del noleggio.

EUROPA-ASIA, ROTTE ESAURITE

Tra guerre e crisi geopolitiche, adesso il rischio è un altro, avverte il Corriere della Sera: “Con la Russia vietata, un’«autostrada» dei cieli chiusa, una sconsigliata in questi giorni e un’altra aperta ma ad alto rischio, i collegamenti aerei tra l’Europa e l’Asia hanno raggiunto il livello più alto di rischio di strozzatura. E tale è l’allarme tra le compagnie aeree che ormai non si esclude uno stop ai voli Occidente-Oriente nel caso dovesse chiudersi anche l’ultimo corridoio disponibile, quello che passa sopra l’Afghanistan e il Pakistan“.

Non esattamente un fattore secondario. E il Corsera rivela: “Ufficialmente i vettori — europei e asiatici — preferiscono non parlare. Ma dietro il loro silenzio c’è il timore che il caos in Medio Oriente — con cieli proibiti o troppo pericolosi per essere sorvolati — possa essere soltanto un assaggio. «Per volare a Oriente, e viceversa, siamo passati dai quattro corridoi disponibili nel 2022 a uno e mezzo», raccontano al Corriere due capi delle operazioni di altrettanti vettori europei”.

LA STRADA PER L’ITALIA

Sono 70mila gli italiani presenti nella regione, secondo l’Agi, tra presenze stabili, quasi l’80%, e temporanee, 30mila circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Molti connazionali sono ancora tra i crocieristi bloccati sulla Msc Euribia, ferma nel porto di Dubai dopo lo stop al trasferimento a Doha, aeroporto di partenza per il ritorno in Italia. In 71, invece, si trovano a Gerusalemme. A Mascate operativo il primo gruppo di funzionari di rinforzo alle sedi diplomatiche.

Intanto, prosegue il ponte aereo organizzato dalla Farnesina per riportare in Italia i connazionali. Lunedì sera il primo charter Oman Air organizzato dalla Farnesina è atterrato a Fiumicino con 127 italiani a bordo provenienti da Dubai e Abu Dhab. Ogg il rientro a Milano da Abu Dhabi di oltre 200 studenti e alcuni cittadini italiani in particolari condizioni di salute. Attesi, inoltre, due voli commerciali speciali da Mascate (Oman) verso Fiumicino, per un totale di circa 300 persone. Altri due voli Etihad da Abu Dhabi per Milano e Roma.

«Stiamo favorendo il passaggio in pullman da Dubai a Muscat – ha spiegato il ministro del Turismo, Antonio Tajani – L’appello che faccio a tutti gli italiani è che quando si prenotano devono poi andare, perché quando ci si prenota per il bus e poi non ci si presenta si lasciano posti vuoti e qualcuno non può partire. Siccome non tutti si sono presentati faccio questo appello a non togliere spazio agli altri se si cambia idea».

La Farnesina sta lavorando per portare all’aeroporto di Riyadh anche gli italiani che vogliono partire da Qatar e Bahrein. La Farnesina sta assistendo anche le migliaia di turisti italiani provenienti dalle Maldive che dovevano transitare da Dubai, ma c’è un divieto per le compagnie europee di viaggiare verso l’area.

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

Guarda altri articoli