Virata premium dei vettori Usa, il modello low cost è il passato

Virata premium dei vettori Usa, il modello low cost è il passato
04 Marzo 07:00 2026

Sedili più ampi e reclinabili, porte scorrevoli per la privacy, wifi ultraveloce, welcome drink, pasti trasformati in esperienze culinarie. E, prima di salire a bordo, l’attesa è in lounge: docce con cromoterapia, buffet e vini selezionati. Il futuro è già qui, ed è in first class. O quasi. Le compagnie aeree offrono infatti sempre più servizi premium, in volo e a terra. Il modello low cost sembra superato, soprattutto negli Stati Uniti.

Se c’è stato un periodo in cui Spirit, Frontier e Southwest indicavano la rotta, e le Big Three inseguivano, ora è l’opposto: o ci si adegua, e si offre un servizio migliore, o si chiude.

RIVOLUZIONE IN CORSO

Il settore aereo statunitense sta assistendo a una rivoluzione. Compagnie aeree come Delta Air Lines, United Airlines e American Airlines stanno vivendo una crescita incredibile, con le vendite dei biglietti per viaggi d’affari che hanno raggiunto livelli record, dato che le aziende danno sempre più importanza al comfort per i propri manager. Ma non sono solo le aziende a scegliere comodità e servizi di prima fascia.

«Il low cost è morto. È un modello pessimo, mi dispiace dirlo», ha sentenziato nelle settimane passate Scott Kirby, amministratore delegato di United. Che il futuro sia in first class è ormai chiaro anche alle stesse compagnie a basso costo, che si stanno orientando verso offerte premium per ottenere maggiori ricavi per passeggero. JetBlue ad esempio ha aperto la sua prima lounge aeroportuale, al Jfk di New York, e anche la regina Southwest sta valutando l’apertura di una rete di lounge.

L’autunno scorso, sotto la pressione – anche mediatica – di un investitore come Elliott Investment Management, proprio Southwest ha dovuto rivedere il suo modello di business, rendendo a pagamento alcuni servizi fino a quel momento gratuiti, come la scelta del posto a sedere. Una mossa che si sta rivelando salvifica: alla fine di gennaio, dopo ricavi trimestrali e annuali record, il titolo in Borsa ha registrato il rialzo maggiore in 48 anni, toccando i massimi dal novembre 2021, grazie anche a un outlook molto favorevole, che indica che i profitti potrebbero quadruplicare, nel 2026.

LA RICERCA DELLA FELICITÀ

Le compagnie aeree statunitensi si rincorrono, nel tentativo di accaparrarsi i passeggeri più facoltosi. Il motivo è semplice: è solo l’aumento del numero di passeggeri premium che potrà far crescere i margini e i profitti annuali. Delta, United e American hanno ampliato la disponibilità di poltrone reclinabili, migliorato i programmi di ristorazione e investito in nuove lounge, mentre i viaggiatori leisure continuano a spendere cifre considerevoli per i biglietti, molto più costosi dopo la pandemia.

Partiamo da United. Prodotti premium, rotte internazionali, nuovi aeromobili: quest’anno, la compagnia aerea con sede a Chicago è pronta a meravigliare l’industria aerea con alcune «sorprese» che «daranno una scossa al settore», secondo quanto annunciato all’inizio dell’anno, ai dipendenti, dal ceo Kirby. La sua strategia somiglia a quelle delle rivali, dato che molti vettori cercano di massimizzare l’aumento della domanda di prodotti premium.

American, per esempio, ha lanciato una serie di nuovi prodotti, tra cui la nuova Business Class Flagship Suite, ha avviato la costruzione di nuove lounge in diversi hub e, più recentemente, ha introdotto il wifi gratuito sulla maggior parte della sua flotta.

Delta intende aumentare la selezione di posti in prima classe e in Delta One, la classe business sui voli internazionali con poltrone completamente reclinabili. «Quest’anno la nostra crescita in termini di posti non riguarderà la cabina principale, ma il segmento premium», ha affermato il ceo Ed Bastian, secondo il quale il 60% o più dei ricavi proverrà da clienti di lusso e aziendali.

In ogni caso, gli analisti prevedono che il settore aereo registrerà un anno migliore rispetto al 2025, considerando che la domanda di viaggi rimane sostanzialmente resiliente, nonostante i segnali di turbolenza in altri settori dell’economia. Si prevede che i vettori tradizionali otterranno risultati migliori rispetto alle low cost, danneggiate dall’intensa concorrenza e dalla difficoltà dei consumatori con minore disponibilità economica.

L'Autore

Patrizio Cairoli
Patrizio Cairoli

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