Operazione rassicurazione del ministero della Cultura e del Turismo della Turchia che, a seguito delle previsioni sugli effetti della escalation della crisi in Medio Oriente sulle ripercussioni nelle destinazioni della zona e del Mediterraneo, ha diffuso un comunicato volto a salvaguardare il Paese e la sua stagione turistica.
Nella nota ufficiale si sottolinea come “le prenotazioni dei pacchetti per le vacanze estive nelle varie mete turche rimangono invariate nel breve e nel lungo termine”. In effetti i primi monitoraggi compiuti da Mabrian relativi alle prenotazioni alberghiere degli ultimi sette giorni, mostrano un andamento contrastante a seconda del mercato di provenienza: le prenotazioni originate da Germania e Russia, infatti, risultano in aumento, mentre quelle da Regno Unito e Spagna sono in calo.
A fronte di queste indicazioni le fonti ufficiali turche sottolineano – come riporta la testata spagnola Hosteltur – che le principali destinazioni, tra cui Istanbul, Antalya, Bodrum, İzmir e la Cappadocia, al momento continuano a ricevere viaggiatori dall’Europa, dal Nord America e dalla regione Asia-Pacifico “senza interruzioni”.
Per quanto riguarda la connettività aerea, il ministero informa che “nessun aeroporto turco è stato oggetto di chiusure o deviazioni a causa degli eventi regionali, e le compagnie aeree confermano che non ci sono state cancellazioni di voli per questo motivo. La domanda rimane solida tra i viaggiatori che conoscono la realtà geografica del Paese e le prospettive indicano il superamento dei livelli dell’anno precedente. I tre principali mercati di provenienza dei turisti verso la Turchia sono la Federazione Russa, la Germania e il Regno Unito, e la domanda proveniente da questi Paesi continua a mostrare un andamento solido, soprattutto durante la stagione estiva”.
Di certo, visto il protrarsi della crisi, un primo impatto sarà inevitabile nel mese in corso e infatti secondo Erol Karabulut, economista e fondatore di Turizm Databank, se nei primi due mesi dell’anno i ricavi alberghieri in Turchia sono cresciuti del 22% in dollari, l’impatto reale della guerra sarà più evidente nei dati di fine marzo, mese in cui sono state registrate “numerose cancellazioni di prenotazioni in diversi mercati”.


