Fanno discutere (e non poco) alcune contromisure delle compagnie aeree al caro carburante. Tra i vettori su cui si accende maggior dibattito c’è sicuramente Volotea, che ha da poco lanciato la sua Fair Travel Promise non soltanto sotto la lente del nostro Antitrust, ma anche sotto quella dell’Unione europea che tira in ballo la questione della direttiva sulle pratiche commerciali scorrette e le clausole sleali.
A riportare la notizia sono i quotidiani spagnoli (vedi qui), secondo cui la Commissione europea ha avvertito i vettori affermando di non avere “giustificazioni per applicare supplementi ai biglietti già acquistati dai clienti”. E qui il riferimento è proprio a Volotea, che nella sua Fair Travel Promise segue il seguente schema: sette giorni prima della partenza del volo, la compagnia verifica i prezzi di mercato del carburante; se i prezzi aumentano, viene applicato un adeguamento in base a una tabella definita e trasparente. Al contrario, se i prezzi diminuiscono, sarà rimborsata la differenza in base agli importi definiti nella medesima tabella (vai al link).
Per un portavoce dell’esecutivo comunitario, questo tipo di policy “potrà generare problemi in virtù della direttiva Ue sulle pratiche commerciali scorrette e sulle clausole abusive”. Inoltre, l’Ue fa sapere che attualmente, ormai da diverse settimane, l’aumento del prezzo del carburante aereo è totalmente prevedibile, dunque le compagnie aeree hanno avuto margine per adeguare le loro tariffe.
La policy di Volotea, riporta Preferente, sarebbe anche nel mirino delle associazioni dei consumatori spagnole.


