Eravamo quattro amici al bar (delle gite scolastiche)

Eravamo quattro amici al bar (delle gite scolastiche)
09 Giugno 07:00 2026

Quaggiù qualcuno non li ama più. In base a un recente sondaggio, sette docenti su dieci abolirebbero i viaggi d’istruzione, affascinante cavallo di battaglia per generazioni di studenti. Che infatti rivendicano ancora la voglia di andare in gita – termine in disuso, ma romanticamente incancellabile – perché il modello sarà pure in crisi ma va salvato: bannarli, dicono, significherebbe perdere un’occasione di autonomia e crescita fuori dall’aula. I capi d’accusa però sono pesanti: a parte i rilievi (sacrosanti) degli insegnanti – intollerabili responsabilità legali e mancanza di compensi adeguati – bisogna fare i conti con i costi elevati per le famiglie e con la sicurezza. Per non parlare delle complicazioni burocratiche, una giungla di carte in cui devono districarsi le scuole e gli operatori.

E da qui parte il nostro viaggio. Non d’istruzione, ma intorno al mondo del turismo scolastico.

CODICE CONTRATTI E BANDO CONSIP

I viaggi d’istruzione sono disciplinati dal Dpr 275/1999 sull’autonomia scolastica, che delega ai Consigli di Istituto il potere di stabilire i regolamenti interni, e dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). In base alle nuove regole sugli appalti (Legge 127/2025), per importi fino a 140.000 euro la scuola può procedere con affidamento diretto. Oltre, scattano procedure negoziate o gare d’appalto tramite centrali di committenza. Le nuove norme dell’Anac (l’Anticorruzione) e del Codice dei Contratti rendono le procedure di gara complesse, specialmente sopra i 140.000 euro.

Le nuove soglie di riferimento, confermate dalla Circolare Mim n. 8524/2025, riconoscono alle istituzioni scolastiche piena autonomia operativa fino a 221.000 euro per ciascuna tipologia di viaggio, e fino a 750.000 euro per i servizi educativi come corsi o soggiorni linguistici.

E poi arrivò il bando Consip “Viaggi di istruzione e stage linguistici” per “affidamenti sopra soglia”, cioè per importi superiori alle soglie di rilevanza comunitaria (oltre 143.000 euro per le amministrazioni centrali e 221.000 euro per le amministrazioni sub-centrali quali sono le scuole).

Ad aggiudicarselo quattro raggruppamenti di operatori: Zainetto Verde, in collaborazione con Wep Srl, Rti Avion Travel (inclusi Mondo Scuola Viaggi, Svetatour e Hinterland Turismo), Giocamondo Study e Mondilla Italia. L’accordo quadro, attivo da marzo 2026, permette alle scuole di organizzare i viaggi tramite la piattaforma acquisti in Rete Pa, che fornisce un modello digitale per l’acquisto di viaggi “chiavi in mano”, senza bisogno di bandire gare autonome.

BASTA IMPROVVISAZIONE

Insomma, ora c’è uno schema su cui lavorare. Un punto sul quale concorda Antonella Ruperto, ceo di Happyland Viaggi (Mentana, Roma), specializzata nel settore: «Il turismo scolastico – sottolinea – non può essere più improvvisato: i genitori cercano sicurezza ed esperienza e i docenti vogliono dare un valore più educativo al viaggio. Il nostro trend è positivo e abbiamo mantenuto il previsionale».

Gli aumenti però sono innegabili: «Dal post Covid i prezzi sono saliti dal 15 al 30%: per un viaggio a Napoli 380 euro, per 4 giorni a Parigi 600 euro. Prima del 2019 un pullman ci costava un euro al km, ora 1,80». Eppure, per le agenzie vale sempre la pena organizzare le gite scolastiche. «Ora c’è il boom dei progetti sportivi, organizzati all’interno di un comprensorio, quindi più sicuri: si va dai 350 euro per 3 giorni fino a 550 euro per 5 giorni».

ZAINETTO VERDE IN SPALLA

I viaggi d’istruzione sono nel Dna dello Zainetto Verde, tour operator di Lucca, uno dei quattro vincitori del Bando Consip.
«È stato un anno strano – spiega Vincenzo Falco – come numeri siamo pari con il 2025. Abbiamo recuperato negli ultimi mesi, ma tra novembre e gennaio abbiamo accusato una perdita in percentuale a doppia cifra. Poi la macchina è partita».

«Il Bando Consip – nota – agevola il lavoro di operatori e scuole, che non saranno più costretti a esperire gare con procedure complesse. Sono sicuro che il prossimo anno scolastico sarà più semplice: le scuole inoltreranno un ordine, che verrà preso in carico da uno degli operatori vincitori del bando Consip. E tutto filerà liscio».

FIAVET: È ORA DI FARE CHIAREZZA

Fiavet invece non è affatto contenta e lo si capisce dal nome della campagna “È ora di fare chiarezza”, che coinvolgerà le scuole. «È stato un annus horribilis – attacca Fabio Benedetti, con delega al comparto all’interno della federazione – I dirigenti scolastici non sapevano come operare: troppe anomalie, il legislatore apporti le dovute modifiche».

Il ministero si è rivolto al Consip per sopperire alle difficoltà delle scuole. Ma Benedetti non ci sta: «Una gara vinta da quattro agenzie secondo noi mette a rischio l’economicità dei viaggi, l’autonomia scolastica e lo spirito con cui è nato il Codice dei Contratti, volto a favorire le piccole e medie imprese contro l’egemonia di poche grandi imprese, minando la libera concorrenza».

«I quattro enti – conclude Benedetti – come faranno a svolgere il lavoro per tutto il territorio? E le altre aziende dovranno chiudere? Mi auguro che le istituzioni ascoltino le nostre istanze e colgano intelligentemente le opportunità di non andare sopra soglia, diversificando le progettualità didattiche utilizzando Cpv diversi, ciascuno capace di assorbire importi fino a 221.000 (correttamente 216.000 per gli anni 2026 e 2027) oppure 750.000 per i corsi di lingua all’estero».

Sempre a proposito dell’efficacia del bando Consip, l’avvocato Federico Lucarelli, responsabile dell’ufficio legale di Fiavet, aveva puntualizzato quanto segue al mensile Tuttoscuola di maggio: «Da giurista, ho avuto fin dall’inizio seri dubbi sulla costruzione di questo bando che ho espresso, nelle sedi istituzionali e con gli interlocutori diretti; così come ho fatto nelle sedi giudiziarie, quando si è trattato di difendere il diritto alla massima partecipazione delle agenzie di viaggi al bando».

«Il mio auspicio – ha concluso Lucarelli – è che questa parentesi transitoria si chiuda e si arrivi a un regime definitivo di operatività degli Usr. Senza dimenticare il sogno nel cassetto di vedere finalmente il turismo scolastico tra i settori esclusi dal Codice dei Contratti Pubblici, sostituito da una disciplina ad hoc che riconsegni a questo settore caratteristiche conformi alle peculiarità che merita, garantendo efficienza ai viaggi e piena concorrenza al settore».

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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