Passo indietro di Volotea:
stop alla Fair Travel Promise

Passo indietro di Volotea: <br>stop alla Fair Travel Promise
10 Giugno 10:25 2026

Nessun feeling dal principio con i consumatori, almeno sembrerebbe. Dopo le proteste e il mirino dell’Antitrust, Volotea compie un passo indietro e ferma la sua Fair Travel Promise, che non verrà più applicata alle prenotazioni effettuate a partire dal 10 giugno.

Volotea nella sua comunicazione spiega come “questa misura temporanea fosse stata introdotta per garantire ai passeggeri trasparenza e massima flessibilità, in un contesto caratterizzato da forte instabilità geopolitica e da un significativo aumento dei costi del carburante”. Una condizione di incertezza che oggi non è rientrata, ma si è trasformata in una sfida di natura più strutturale, che il settore aereo dovrà affrontare attraverso soluzioni a lungo termine.

Il vettore spagnolo fa sapere di essere al lavoro per valutare “tutte le soluzioni possibili per affrontare un contesto economico ed energetico che rimane complesso”. E conferma che continuerà a garantire ai propri passeggeri la totale flessibilità nella gestione dei viaggi, grazie alle opzioni di modifica della prenotazione senza costi aggiuntivi. “Un vantaggio che consente di adattare i propri programmi di viaggio alle esigenze personali. Non è tutto: Volotea conferma inoltre che, fino al termine della stagione estiva, non sono previste cancellazioni di voli”, scrive la compagnia nella sua nota.

«Fair Travel Promise è nata da un’idea semplice: garantire ai clienti un prezzo equo del carburante, senza un solo euro in più, mantenendo al contempo le tariffe il più accessibili possibile. Sebbene le sfide che il settore dell’aviazione deve affrontare siano cambiate, il nostro impegno nei confronti dei clienti rimane immutato. Volotea continuerà ad assorbire gli aumenti del prezzo del carburante e ad offrire flessibilità illimitata su ogni biglietto senza alcun costo aggiuntivo», ha dichiarato Valeria Rebasti, international market director di Volotea.

L’AUT AUT DELL’ANTITRUST

La decisione di Volotea arriva a margine dell’istruttoria dell’Antitrust dello scorso 4 giugno, con contestuale sub-procedimento cautelare audita altera parte, con la richiesta di sospendere subito la pratica commerciale scorretta di applicare modifiche unilaterali al prezzo del biglietto aereo.

La Fair Travel Promise funzionava così: sette giorni prima della data di partenza programmata, la società comunicava al consumatore un eventuale supplemento da pagare per poter usufruire del biglietto già acquistato, quantificato tra un minimo di 6 e un massimo di 14 euro per passeggero e per tratta, in base all’ultimo dato disponibile sul costo del Brent. Il consumatore poteva modificare il volo, senza addebito di penali, oppure cancellare il viaggio e ottenere un rimborso di pari valore in forma di crediti Volotea. Il mancato pagamento dell’adeguamento, invece, comportava la cancellazione della prenotazione senza diritto al rimborso.

Secondo l’Autorità, questa modifica unilaterale al prezzo del biglietto aereo “infrangerebbe la disciplina consumeristica perché, da un lato, può indurre il consumatore a scegliere il volo da acquistare sulla base di un’informazione incompleta e ingannevole – il prezzo mostrato al momento dell’acquisto – e, dall’altro, può esercitare un indebito condizionamento quando, a ridosso della partenza, il consumatore di fronte alla scelta fra pagare il supplemento o riprogrammare il viaggio, è indotto ad accettare la modifica”.

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