Più che una reazione a catena, sembra un fuggi fuggi generale. Dopo lo stop delle compagnie aeree e il disimpegno delle grandi catene alberghiere, Cuba resta orfana di Visa e Mastercard alla vigilia della scadenza dell’ultimatum americano, venerdì 5 giugno, legato all’inasprimento delle sanzioni contro le società straniere legate alle entità controllate da Gaesa (Grupo de Administración Empresarial Sa, il megaconglomerato economico di proprietà delle Forze Armate Rivoluzionarie che ne curano anche la gestione).
Un’ulteriore mazzata per l’isola, già fiaccata dalla minaccia di sanzioni Usa e con i flussi turistici in entrata in forte flessione, anche se gli enti locali smentiscono il clima da smobilitazione.
VISA E MASTERCARD ESCONO DI SCENA
Reportur riferisce che la Banca Centrale di Cuba (Bcc) ha annunciato lo stop delle operazioni delle due società di servizi finanziari internazionali a partire dal 6 giugno, per evitare le sanzioni figlie del decreto esecutivo Usa del 1° maggio.
“Questa interruzione – attacca la Bcc – è direttamente collegata al decreto esecutivo n. 14404, emanato dal presidente Donald Trump, nell’ambito della sua strategia per strangolare il popolo cubano”. A seguito di questa decisione, sottolinea ancora la Bcc, “Cuba non è in grado di ricevere entrate dalla vendita di beni e servizi tramite carte di credito riconosciute a livello internazionale come Visa e Mastercard”.
Il 7 maggio sono state imposte sanzioni a Gaesa, che rappresenta il 40% del prodotto interno lordo (Pil). Un provvedimento che ha indotto molte aziende a sospendere i rapporti con il conglomerato cubano.
MELIÁ E IBEROSTAR AL 50%
Non sono tutte rose e fiori nemmeno sul fronte dell’hospitality. Le catene alberghiere spagnole Meliá e Iberostar hanno deciso di mantenere metà dei loro hotel a Cuba.
Meliá, la catena con il maggior numero di camere sull’isola caraibica, e Iberostar si sono sfilate dagli hotel legati a “Gaesa” e alle sue filiali come Gaviota. Entrambe però mantengono quelli che operano con altre società nel Paese, rafforzando così la quota di mercato delle catene alberghiere straniere sull’isola.
Meliá ha comunque spiegato che la maggior parte dei suoi hotel erano già chiusi e inattivi a causa dei problemi energetici e del calo della domanda a Cuba, il che limita l’impatto immediato del provvedimento. Inoltre, secondo il portale Cuba Debate, sta inoltre attuando piani per garantire “una disaffiliazione ordinata e protocolli di comunicazione trasparenti con fornitori e clienti”.
Includendo gli hotel che Meliá e Iberostar hanno lasciato durante questa settimana, il settore alberghiero spagnolo ha perso 32 delle 70 strutture che gestiva sull’isola in un solo anno, pari al 45% del totale delle strutture operative.
Hanno salutato Cuba invece la catena canadese Blue Diamond (Sunwing e Royalton, associate a Marriott) e l’asiatica Archipelago (Aston), dopo che la società mineraria canadese Sherritt, il maggiore investitore straniero a Cuba, ha annunciato il suo ritiro dall’isola a causa delle sanzioni statunitensi.
SOS VOLI
Lo stop dei voli di Iberia, dal 1° giugno e almeno sino a fine ottobre, ha contribuito a isolare ancora di più Cuba sotto il profilo dei collegamenti aerei.
La compagnia di bandiera spagnola ha offerto ai clienti con voli per l’isola caraibica la possibilità di modificare le date di viaggio, oppure di cambiare l’aeroporto di partenza o di arrivo scegliendo un altro scalo situato fino a 2.300 km di distanza: Miami, Città del Messico, Panama City e Santo Domingo. Altrimenti è possibile richiedere un rimborso.
Negli ultimi mesi avevano annunciato l’interruzione dei voli anche Air France, Turkish Airlines e Air Canada.
LA REAZIONE DI CUBA
Coe già accennato, Cuba non è rimasta a guardare. In una nota del 2 giugno il governo dell’isola caraibica ha parlato di “escalation sproporzionata e pericolosa nella storia recente delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Il Gae non è una struttura opaca, né parallela allo Stato. È stato, al contrario, una risposta articolata e di comprovata efficacia contro l’assedio economico che storicamente ha cercato di soffocarci”.
“L’obiettivo deliberato – prosegue la nota – è isolare il Paese dal punto di vista diplomatico, commerciale, finanziario ed energetico; rendere impossibile la sostenibilità della nazione. Hanno bisogno di costruire e consolidare una narrativa di screditamento reputazionale contro tutte le istituzioni che costituiscono il sostegno del nostro progetto sociale”.
Già un mese fa Cuba si era scagliata contro “l’ordine esecutivo emanato dalla Casa Bianca il 1° maggio, che inasprisce, a livelli estremi e senza precedenti, il blocco economico, finanziario e commerciale “.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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