Uno scudo contro il caro fuel

Uno scudo contro il caro fuel
04 Agosto 09:49 2026

Il jet fuel si allinea al culmine dell’estate: costi ancora troppo alti e il turismo organizzato soffre. La rilevazione di Assoviaggi Confesercenti si basa sull’ultimo aggiornamento del Jet Fuel Price Monitor Iata del 31 luglio: il prezzo medio globale si è attestato a 158,77 dollari al barile, in lieve calo dello 0,8% rispetto alla settimana precedente, ma ben superiore ai 141,64 dollari al barile rilevati nel Jet Fuel Watch Assoviaggi del 3 giugno.

Allora il presidente nazionale di Assoviaggi, Gianni Rebecchi, detta la ricetta: «Il lieve calo settimanale non basta: il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie e tour operator, servono strumenti stabili di tutela per il turismo organizzato».

E non basta, insiste Rebecchi: «Se allarghiamo lo sguardo all’intero mese di luglio, il quadro cambia radicalmente: dal 1° luglio all’ultimo dato disponibile il jet fuel è cresciuto di oltre il 36%, +34,9% se consideriamo l’effetto delle variazioni di cambio euro/dollaro. Questo conferma che il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per adv e t.o., con effetti diretti su tariffe, pacchetti e marginalità».

Una dinamica che pesa soprattutto sui prodotti di medio e lungo raggio, dove la componente aerea incide maggiormente sul costo complessivo del pacchetto. Anche quando il prezzo del jet fuel registra correzioni al ribasso, gli effetti sulle tariffe aeree non sono immediati né automatici: gli aumenti accumulati nei mesi precedenti tendono infatti a essere già incorporati nei listini, nelle surcharge, nei contratti e nelle politiche commerciali dei vettori.

«La volatilità energetica – prosegue Rebecchi – non può più essere considerata un fattore eccezionale. Le imprese del turismo organizzato sono chiamate a gestire shock sempre più frequenti, spesso indipendenti dalla loro capacità di intervento: carburante, cambio, instabilità geopolitica, variazioni operative dei vettori. Per questo servono strumenti strutturali e non solo risposte emergenziali. È necessario proseguire il confronto con il ministero del Turismo e con le istituzioni competenti per individuare misure dedicate al turismo organizzato, a partire da strumenti nazionali ed europei capaci di sostenere le imprese che incidano sui costi dei pacchetti, sulla domanda e sulla tenuta economica della filiera».

Rebecchi tira le somme del discorso, partendo da un principio ineludibile: il turismo organizzato rappresenta una componente essenziale dell’economia turistica italiana: «Le agenzie di viaggi e i tour operator garantiscono consulenza, assistenza, sicurezza e tutela del consumatore, ma per continuare a svolgere questo ruolo hanno bisogno di un quadro di maggiore stabilità e di strumenti proporzionati ai rischi che il comparto è chiamato ad affrontare. Il monitoraggio Assoviaggi Jet Fuel Watch proseguirà proprio con questo obiettivo: fornire agli operatori e alle istituzioni una lettura costante dell’impatto dei costi del trasporto aereo sul mercato dei viaggi organizzati».

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore