Gli scioperi scuotono Airbus e Boeing

Gli scioperi scuotono Airbus e Boeing
24 Agosto 10:37 2026

Airbus e Boeing anticipano l’autunno caldo ed entrano in modalità sciopero. Il colosso spaziale europeo rischia di fare i conti con una mobilitazione a tempo indeterminato in Spagna, che mette a repentaglio gli obiettivi di consegna previsti per il 2026. Oltreoceano, intanto, il sindacato degli ingegneri del rivale americano ha respinto l’offerta contrattuale e autorizzato lo sciopero.

Airbus e la vertenza di getafe

Il problema di Airbus si chiama Getafe. È dallo stabilimento situato alla periferia di Madrid che la protesta si è intensificata ed estesa ad altri siti produttivi iberici. Così – segnala L’Echo Touristique – dopo una prima mobilitazione a luglio, l’agitazione potrebbe ricominciare il 25 agosto dopo la tregua durante le ferie estive.

Airbus si è già mossa per evitare guai. Così, per supportare le trattative e tentare di superare lo stallo, la direzione si è avvalsa della consulenza dello studio legale internazionale Baker McKenzie.

Il motivo della protesta

La situazione è precipitata a fine luglio, in seguito al rifiuto di una bozza di accordo tra la direzione e diversi sindacati. L’intesa prevedeva un aumento salariale fino al 12%, un bonus di 2.000 euro, la garanzia di due giorni di telelavoro a settimana e modifiche al periodo di ferie.

Sottoposto al voto dei dipendenti, l’accordo è stato però bocciato di stretta misura in un referendum interno, con il 49,15% dei voti contrari e il 45,95% a favore. Le sigle Cgt, Ugt e Útil hanno quindi confermato l’appello alla mobilitazione e indetto un’assemblea generale decisiva per oggi, lunedì 24 agosto, seguita da uno sciopero a tempo pieno il giorno successivo.

Ma c ‘è dell’altro. Le richieste avanzate dal comitato sindacale congiunto vanno oltre la semplice questione dello status lavorativo. Insieme al risarcimento per la perdita di potere d’acquisto, subita a seguito della crisi sanitaria e al mantenimento formale delle attuali condizioni, le parti sociali chiedono maggiore flessibilità nella pianificazione delle ferie e garanzie sulla continuazione del pagamento dello stipendio in caso di inabilità temporanea.

Senza dimenticare il dibattito sul divario retributivo con le sedi francesi e tedesche del gruppo, che Airbus tradizionalmente attribuisce alle differenze sul costo della vita.

Il rebus delle consegne

I riflessi di una mobilitazione prolungata sono evidenti dal punto di vista industriale. La Spagna impiega circa 14.000 dipendenti del Gruppo, di cui 9.000 a Getafe, e produce aeromobili per quasi tutte le sue gamme commerciali (A220, A330, A350). Sebbene Airbus sostenga che finora non ci siano stati problemi per le consegne commerciali, le interruzioni del lavoro a luglio hanno inciso sulla flessibilità interna.

Risultato: con 418 velivoli civili consegnati entro la fine di luglio, Airbus deve ancora completare 452 consegne entro fine dicembre per raggiungere l’obiettivo di 870 velivoli entro fine anno, pari a circa 90 consegne al mese.

Per raggiungere l’obiettivo di 7,5 miliardi di euro di utile operativo, Airbus non può permettersi quindi alcun intoppo industriale, pena la paralisi dei suoi stabilimenti spagnoli.

Gli ingegneri Boeing alzano la voce

Rullano i tamburi di guerra anche dall’altra parte dell’Oceano, dove gli ingegneri di Boeing minacciano lo sciopero dopo aver respinto la proposta di contratto della direzione. Uno scenario rovente, con il colosso americano che deve sempre fare i conti con le continue sfide legate alla produzione e alla sicurezza.

La Society of Professional Engineering Employees in Aerospace ha comunicato che i suoi 17.000 membri negli stabilimenti dello stato di Washington e in quelli vicini hanno bocciato il contratto proposto: offerta respinta dal 64% dell’unità professionale e da quasi il 72% dell’unità tecnica. L’unità professionale rappresenta circa 13.000 ingegneri e scienziati, mentre l’unità tecnica rappresenta circa 4.000 analisti, tecnici, pianificatori e specialisti.

Sciopero non prima del 6 ottobre

L’autorizzazione allo sciopero, dunque, è passata con quasi l’88% di consensi nell’unità professionale e quasi il 90% nell’unità tecnica. Il sindacato ha dichiarato che cercherà di riprendere i negoziati con Boeing, ma è pronto a indire una mobilitazione che comunque non potrà iniziare prima della scadenza del contratto attuale, il 6 ottobre.

Boeing e Speea hanno avviato i negoziati contrattuali il 1° luglio, siglando le prime trattative complete tra le parti per la prima volta dopo quasi 14 anni. I negoziati, secondo gli auspici, dovrebbero portare a due accordi collettivi che rappresenteranno le due unità più grandi della Speea.

Il sindacato ha annunciato di aver creato un sondaggio per chiedere quali miglioramenti sarebbero necessari per accettare l’intesa: i risultati verranno condivisi dopo la chiusura del sondaggio alle 15 ora del Pacifico di mercoledì 26 agosto.

Il tempo stringe. E Boeing non ha alcuna voglia di ripetere l’esperienza del lungo sciopero di due anni fa.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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