Thailandia, visto ridotto a 30 giorni da metà settembre

Thailandia, visto ridotto a 30 giorni da metà settembre
03 Settembre 11:38 2026

Scatterà il 15 settembre il nuovo limite voluto dal governo thailandese sulla durata dei visti, che scenderà da 60 a 30 giorni per oltre 90 Paesi, compresi quelli dell’Area Schengen – tra cui l’Italia – che conta 29 Stati.

La decisione era stata già presa a maggio, motivata dalla poca sicurezza in molte delle più famose località turistiche, ormai sempre più teatro di numerosi arresti di stranieri: le accuse vanno dai reati di droga alla tratta di esseri umani e alla gestione di attività, tra cui hotel e scuole, senza le necessarie autorizzazioni.

L’ufficio consolare del ministero degli Esteri thailandese non ha ancora annunciato una decisione sullo status dei viaggiatori provenienti da altri 20 Paesi fuori dall’elenco.

La nuova regola non è retroattiva: chi entra nel Paese fino al 14 settembre 2026 avrà un timbro valido 60 giorni. Chi si trova già nel Paese conserva il periodo concesso all’arrivo.

I visitatori provenienti da Perù, Brasile e Corea del Sud, in controtendenza, vedranno invece esteso il periodo senza visto e, da metà mese, potranno beneficiare di soggiorni di 90 giorni, rispetto ai 60 precedenti.

I visitatori che desiderano fermarsi più a lungo possono anche optare per il Destination Thailand Visa (Dtv), un visto a ingressi multipli valido cinque anni, pensato per i nomadi digitali e i lavoratori da remoto, ma anche per chi si dedica alle cosiddette attività di soft power, come la Muay Thai o la cucina thailandese.

C’è però una piccola condizione: i richiedenti  devono dimostrare di avere almeno 500.000 baht, cioè 13.000 euro, su un conto bancario e, nel caso dei lavoratori da remoto, fornire anche la prova di un impiego al di fuori della Thailandia.

Nonostante la decisione non favorevole al movimento turistico, il settore si conferma economia vitale per la Thailandia: vale oltre il 10% del Pil e il Paese resta tra le mete più visitate del continente asiatico.

Dall’inizio del 2026 il Paese ha attirato quasi 21 milioni di visitatori stranieri, un dato comunque inferiore del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e che conferma il mancato ritorno dei flussi ai livelli precedenti alla pandemia.

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