Arabia Saudita, cieli deserti dopo i missili su Riyadh

Arabia Saudita, cieli deserti dopo i missili su Riyadh
12 Ottobre 11:12 2026

Stanno cercando di scardinare la porta che conduce alla Vision 2030. I ripetuti raid missilistici degli Houthi su Riyadh – e in particolare sull’aeroporto “King Khalid International” – hanno avuto il potere di svuotare i cieli sauditi e ora rischiano di mandare in frantumi la vetrina allestita nel 2016 dal principe ereditario Mohammed bin Salman.

Intanto, riferisce la Cnbc, la Federal Aviation Administration (Faa) ha allertato i vettori statunitensi circa i potenziali rischi legati al sorvolo dell’Arabia Saudita e delle aree circostanti.

Delta Air Lines, invece, ha rinviato a marzo l’inaugurazione del volo diretto Atlanta-Riyadh, fissato in un primo momento per il 23 ottobre.

I dati Cirium

I cieli sopra Riyadh, quindi, sono rimasti in gran parte deserti la mattina di lunedì 12 ottobre a causa del blocco totale o parziale dei voli e delle chiusure dello spazio aereo.

E i dati diffusi da Cirium sono più che eloquenti: la società di analisi del settore dell’aviazione aveva previsto l’annullamento di circa il 60% dei voli programmati.

Domenica, invece, l’aeroporto, il secondo più trafficato dell’Arabia Saudita dopo quello di Jeddah, ha cancellato il 99,7% dei voli. Il sito di monitoraggio dei voli FlightRadar24 stimava al 78% le cancellazioni presso l’aeroporto della capitale del regno.

Riyadh sotto scacco

Una cosa è certa: gli Houthi non solo stanno paralizzando lo scalo (crocevia del traffico aereo, chiuso da sabato pomeriggio), i voli e le compagnie (Ita Airways ha annullato i voli per Riyadh fino al 16 ottobre), ma tengono sotto scacco una città nel deserto, che si sta trasformando rapidamente in un importante hub turistico globale, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza economica dell’Arabia Saudita dal petrolio.

L’ultimo attacco domenica 11 ottobre, nel mirino sempre il “King Khalid”: l’autorità saudita per l’aviazione civile ha riferito di un “proiettile non identificato“, che avrebbe provocato un incendio, il ferimento di alcune persone e danni alla struttura.

Il giorno prima la strage in cui hanno perso la vita 12 persone, tra cui un’assistente di volo egiziana di 28 anni della compagnia aerea saudita Flynas. Oltre 300 i feriti.

Lo sconsiglio della Farnesina

E mentre l’ambasciata Usa ha alzato il livello di allerta, da sabato scorso la Farnesina ha diffuso lo sconsiglio a viaggiare in Arabia Saudita sul sito Viaggiare Sicuri.

“Si suggerisce il rinvio dei viaggi non necessari verso il Paese, si raccomanda ai connazionali di evitare spostamenti non essenziali verso l’area dell’aeroporto e l’utilizzo dello scalo per arrivi/partenze”.

“Il traffico aereo internazionale e interno – avverte il ministero degli Esteri – è interessato da sospensione a intermittenza e cancellazioni e si ribadisce l’indicazione di mantenersi aggiornati tramite le compagnie aeree di riferimento e le indicazioni delle autorità locali”.

Anche altri Paesi, tra cui Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania e Giappone hanno sconsigliato i viaggi verso il Regno, che proprio in questi giorni ospita il Congresso mondiale del petrolio. la riunione ministeriale dell’International Energy Forum e la Future Investment Initiative.

I timori dell’Onu

Unanime la condanna della comunità internazionale per l’ennesima escalation militare nella regione e ora il timore, espresso anche dall’Onu, è quello di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

Gli Stati Uniti, per ora, restano alla finestra. Donald Trump ha definito l’attacco “inaccettabile” e non ha escluso che Washington possa scendere in campo a fianco dell’Arabia Saudita.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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