L’Italia (non) si vende da sola

L’Italia (non) si vende da sola
19 Ottobre 10:58 2026

L’Italia continua a essere una delle destinazioni più apprezzate dai viaggiatori internazionali, ma la sua attrattività, da sola, non basta. Trasformare questo interesse in un’offerta turistica competitiva e sostenibile richiede lavoro, competenze e investimenti da parte degli operatori.

È questo il monito lanciato da Fto – Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio a Rimini, in occasione della presentazione della survey condotta tra i propri associati dal titolo “L’Italia si vende da sola?”.

«L’Italia gode di una straordinaria attrattività internazionale, ma questo non significa che si venda da sola. Dietro ogni viaggio ci sono operatori che costruiscono prodotti, selezionano servizi, investono sui mercati esteri e valorizzano i territori. È questo lavoro che trasforma l’interesse per il nostro Paese in valore economico», dichiara Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto.

Cresce il fatturato delle imprese incoming

Il 52% delle imprese attive nell’incoming intervistate ha registrato una crescita del fatturato nell’ultimo anno e il 58% prevede un ulteriore miglioramento nei prossimi 12 mesi. Per il 60% degli intervistati, inoltre, l’attrattività dell’Italia è aumentata negli ultimi cinque anni.

Tra settembre 2025 e settembre 2026, il 46% delle imprese ha registrato una crescita del fatturato compresa tra il 5% e il 20%, mentre il 6% ha superato il 20%. Il 24% è rimasto stabile e un altro 24% ha segnato una flessione. Guardando ai prossimi 12 mesi, il 38% punta a consolidare i risultati e soltanto il 4% esprime aspettative negative.

Stati Uniti primo mercato di riferimento

Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di riferimento, indicato dal 74% degli operatori. Nonostante un lieve rallentamento della crescita, il mercato statunitense tiene meglio rispetto a quelli del Medio Oriente e del Regno Unito.

In Europa si distinguono Germania, Belgio e Paesi Bassi, Polonia e Scandinavia, mentre Francia e Spagna risultano al di sotto delle aspettative.

Bene il Sud Italia e i borghi

Sicilia e Puglia sono tra le destinazioni più citate dagli operatori. Alcune città d’arte, soprattutto quelle maggiormente esposte a fenomeni di sovraffollamento, mostrano invece segnali di rallentamento nelle preferenze rilevate.

Borghi e aree interne sono le uniche tipologie di destinazione per cui si prevedono, seppure in misura contenuta, incrementi di interesse.

Cresce il turismo delle radici

Enogastronomia, esperienze outdoor e patrimonio culturale restano le principali motivazioni di viaggio, mentre cresce l’interesse per il turismo delle radici. Meno rilevante è il richiamo dei grandi eventi, dello shopping e del turismo spirituale.

Gli ostacoli alla crescita

Tra le principali criticità indicate dalle imprese figurano la burocrazia e le regolamentazioni (50%), il costo dei servizi sul territorio (50%), il sovraffollamento nei periodi di picco (46%), le difficoltà nel presidiare i mercati esteri (38%) e la carenza di personale qualificato (24%).

Si tratta di ostacoli che limitano la capacità degli operatori di investire e sviluppare nuovi prodotti turistici.

Il confronto

Durante la presentazione dei risultati, tre aziende associate a Fto – Th Group, Frigerio Viaggi e Venice Tours – si sono confrontate sul tema e sulle strategie di costruzione e distribuzione del prodotto Italia.

Simone Nicolini, direttore vendite di Th Group, ha illustrato un modello che parte dall’offerta alberghiera per integrarla progressivamente con servizi ed esperienze. Giorgio Mariani, incoming travel coordinator di Frigerio Viaggi, e Giuseppe Mattiazzo, responsabile sales e marketing di Venice Tours, hanno condiviso le esperienze di operatori impegnati nella valorizzazione e commercializzazione delle destinazioni italiane.

«Programmazione, gestione dei flussi, destagionalizzazione e valorizzazione di nuove esperienze sono fondamentali per il futuro dell’incoming italiano. È su questi fronti che il contributo degli operatori può fare la differenza», ha concluso Milani.

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