Cento misure per il turismo – Il manifesto di Federalberghi
Anatomia di 100 misure per il turismo italiano. “Il turismo lavora per l’Italia“, il corposo documento-manifesto di Federalberghi (sdoganato a Ttg) è stato declinato secondo parametri che vanno dalla governance al prodotto vero e proprio.
Ecco in estrema sintesi i passaggi chiave di questo lungo elenco di misure da adottare per un sano sviluppo del settore.
Governare il sistema
In primis occorre “governare il sistema” e la federazione suggerisce di potenziare gli strumenti di coordinamento e auspica una sinergia in materia di turismo tra Stato, Regioni e Province Autonome.
Quindi, è necessario coinvolgere gli stakeholder a livello nazionale, regionale e locale, con un’attenta pianificazione turistica, realizzando tavoli di concertazione permanenti tra amministrazioni e associazioni di categoria.
Si passa poi alla semplificazione delle procedure: indispensabile ridurre gli adempimenti per le imprese attraverso l’eliminazione delle duplicazioni, la piena interoperabilità delle banche dati pubbliche e l’affermazione del principio “once only”, affinché le imprese non siano chiamate a fornire più volte informazioni già in possesso della pubblica amministrazione.
In tale ambito diventa indispensabile digitalizzare tutte le procedure autorizzative e istituire, ad esempio, un unico punto di prelievo in materia di diritti d’autore.
Lotta senza quartiere all’abusivismo
Tra le misure più urgenti spicca il contrasto all’abusivismo: rafforzare l’efficacia dei controlli, anche attraverso l’interoperabilità delle banche dati pubbliche e la piena tracciabilità delle attività offerte sul mercato, responsabilizzando anche le piattaforme digitali che ne favoriscono la commercializzazione.
La tecnologia deve diventare uno strumento al servizio della legalità, consentendo alle amministrazioni di individuare tempestivamente le situazioni irregolari e di concentrare i controlli laddove emergano effettivi elementi di rischio.
Presidiare la rete
Recentemente l’Unione europea ha adottato il Digital Markets Act, un regolamento che mira a garantire mercati digitali più equi e contendibili. Alle grandi piattaforme digitali sono imposti obblighi e divieti per impedire pratiche anticoncorrenziali, favorire la contendibilità dei mercati e assicurare condizioni di maggiore trasparenza e correttezza nei confronti delle imprese che utilizzano le loro piattaforme.
Ora, l’effettiva capacità del regolamento europeo di produrre questi risultati dipenderà tuttavia dalla costante attività di vigilanza della Commissione europea e dalla rigorosa applicazione delle nuove regole.
Un esempio è dato dalle clausole di parità tariffaria. Federalberghi e Hotrec, dopo aver condotto una grande battaglia che ha condotto alla loro abolizione, hanno dovuto promuovere una class action per chiedere il risarcimento dei danni che queste clausole hanno provocato agli hotel europei.
Tra le misure spicca anche il contenimento del costo dell’intermediazione digitale, con l’introduzione di un limite massimo alle commissioni applicabili dai portali di prenotazione
Sviluppare le infrastrutture
Le decisioni strategiche sulle grandi infrastrutture di collegamento, quali aeroporti, rete ferroviaria, mobilità locale, porti, connessioni con le isole e reti digitali dovrebbero essere valutate anche in relazione al loro impatto sulla filiera turistica.
Un sistema infrastrutturale più efficiente per il turista significa una migliore accessibilità, servizi e qualità urbana per cittadini e imprese. Priorità al rafforzamento del cosiddetto “ultimo miglio” tra aeroporti, stazioni ferroviarie, autostrade.
Investire sulle Pmi per far crescere il comparto
Le piccole e medie imprese, pur costituendo la parte più vitale del tessuto economico del Paese, stentano a reperire sul mercato i capitali necessari per riqualificare o espandere l’attività, condizione indispensabile per potersi confrontare con l’agguerrita concorrenza internazionale.
Unire le forze su piattaforme digitali condivise
Nel documento di Federalberghi si pone l’accento sull’importanza di unire le forze nel pianeta digital, condividendo e sostenendo piattaforme per la promozione, commercializzazione del prodotto Italia, favorendo così l’aggregazione tra imprese, attraverso incentivi fiscali.
Infatti, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi energetici, dall’incremento del costo del lavoro e dalla crescente concorrenza internazionale, appare indispensabile una riforma della fiscalità d’impresa che rafforzi la competitività del sistema turistico italiano.
Fiscalità: pagare meno, pagare tutti
E qui torna un tema molto caro agli albergatori, ovvero il versante fiscale. Si chiede esplicitamente di ridurre le tasse sugli immobili, ridurre il prelievo fiscale che grava sulle rivalutazioni, consentire la deducibilità dell’Imu, dell’Imis, riconoscere alle imprese ricettive lo status di imprese esportatrici.
Questo perché chi soggiorna nelle strutture ricettive già concorre in misura cospicua – sia pur indirettamente – al pagamento delle imposte locali. Oggi il prelievo grava su una sola delle attività che traggono beneficio dai flussi turistici.
Federalberghi ricorda che la maggior parte della spesa dei turisti riguarda servizi diversi da quelli ricettivi (bar e ristoranti, stabilimenti balneari, terme, taxi, impianti di risalita, shopping, attrazioni).
Tutto questo movimento porta benefici alle casse degli enti locali non solo in termini di entrate dirette (parcheggi, trasporto locale, ingressi nei musei comunali), ma anche e soprattutto sotto forma di imposte locali pagate dalle imprese e dai lavoratori.
Calmierare il costo dell’e-money
Il viaggiatore predilige da sempre il pagamento con strumenti alternativi al contante. Un tempo i travellers cheques garantivano sicurezza contro furti e smarrimenti e consentivano di spostarsi senza la necessità di portare con sé grandi somme in contanti.
Oggi i pagamenti elettronici assicurano ai turisti la medesima protezione, unendola alla comodità degli acquisti online, alla tracciabilità delle spese e alla possibilità di pagare in ogni valuta senza doversi preoccupare del cambio.
Si tratta di un servizio apprezzato, che tuttavia genera costi consistenti per gli hotel e per le altre imprese del turismo che accettano pagamenti con carta. Il regolamento europeo che fissa i limiti alle commissioni interbancarie non riesce a fornire un’adeguata tutela alle imprese.
Inoltre, le regole europee si applicano solo alle carte dei consumatori privati, escludendo dal tetto le carte aziendali e le carte emesse al di fuori dello spazio economico europeo. Questo significa che l’albergo paga, per il cliente italiano che viaggia per lavoro così come per il turista americano, una commissione ben più alta rispetto a quella dovuta per i pagamenti effettuati dagli altri ospiti.
Ulteriori maggiorazioni vengono applicate in caso di pagamento online, tramite i portali o il sito dell’albergo. Da qui esplicite richieste quali: imporre un tetto alle commissioni interbancarie anche per le carte aziendali e per le carte emesse al di fuori dello Spazio economico europeo; eliminare le commissioni sul pagamento dell’imposta di soggiorno e delle mance; contenere i costi di accettazione dell’euro digitale su tutte le transazioni.
Promuovere lo sviluppo sostenibile
La transizione ecologica, oltre a rappresentare un obiettivo primario delle politiche europee e nazionali, offre alle imprese l’opportunità di ridurre i costi di gestione, incementare la resilienza rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici e rispondere alla crescente domanda di turismo responsabile e sostenibile.
Da qui si richiedono adeguati incentivi, ad esempio per l’allestimento dei pannelli solari. Di fondamentale importanza è la promozione delle comunità energetiche per la produzione da fonti rinnovabili a chilometro zero, attraverso la realizzazione di impianti condivisi per l’autoconsumo.
Prolungare le stagioni e garantire il diritto alle vacanze
Il lungo documento di Federalberghi si conclude con le misure rivolte a prolungare le stagioni, quali ad esempio una fiscalità di vantaggio per le imprese che ampliano la durata del periodo di attività o comunque allungano la durata dei rapporti di lavoro stagionali e il superamento di vincoli amministrativi che ostacolano l’estnsione. Nel contempo bisogna sostenere la continuità di collegamenti aerei, ferroviari e marittimi.
Per garantire il diritto alle vacanze, sarebbe giusto rifinanziare il sistema dei buoni vacanza e creare una soglia di esenzione ad hoc per il welfare aziendale. Altre idee: incentivare il turismo di prossimità e istituire pass ferroviari a tariffa agevolata per i giovani, per consentire una mobilità turistica in periodi fuori stagione.
Liberare il lavoro e attrarre risorse umane
Il turismo è caratterizzato da una forte competitività internazionale che richiede una sempre maggiore qualificazione dell’offerta. In questo quadro, un ruolo decisivo lo giocano le risorse umane, che costituiscono un fattore essenziale nell’economia dei servizi.
Il contratto a termine, quello di lavoro a chiamata, le prestazioni di lavoro occasionale sono strumenti sui quali le imprese fanno affidamento per rilanciare l’attività turistica lasciandosi definitivamente alle spalle l’emergenza pandemica.
Ora la contrattazione collettiva deve poter definire forme di protezione alternative a quelle previste dalla legge, in modo da garantire un sistema di tutele modulato sulle caratteristiche del settore.
In questo scenario, meritano una particolare attenzione i lavoratori stranieri, che già oggi costituiscono oltre un quarto del totale dei dipendenti occupati nel settore.
Per promuovere la permanenza delle professionalità è necessario incentivare l’equilibrio tra i tempi di vita e di lavoro, favorire la crescita individuale attraverso politiche di aggiornamento delle competenze strategiche digitali e relazionali, rendere trasparenti i percorsi di crescita e affermazione professionale.
Sicurezza degli ospiti e gestione condivisa delle emergenze
Si pone poi l’accento su misure che possano riqualificare l’offerta, integrare le proposte con apposite card turistiche, allestire nuovi servizi e valorizzare la cucina italiana quale asset per il nostro incoming. Infine, ma non certo perché marginali, servono misure per garantire la sicurezza degli ospiti e gestire le emergenze con tavoli nei quali devono essere presenti operatori della filiera.
Tutelare, rilanciare e valorizzare i vari turismi (mare, terme, montagna)
In chiusura vengono richiamati temi di ricorrente attualità, come la tutela del turismo balneare, col nodo delle concessioni e dei bandi di gara, il rilancio del turismo termale e la rigenerazione della montagna, investendo per azzerare il deficit di accessibilità di certe aree.
E ancora: la valorizzazione dei giovani talenti da salvaguardare per il bene del settore, nuovi impegni sulla comunicazione, magari creando canali digital dedicati ai turismi, la modernizzazione nel rilascio dei visti per allargare le frontiere e favorire nuovi flussi di visitatori, oltre a condividere nella trasparenza tutti i dati e le informazioni utili per migliorare l’offerta.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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