Dopo le violente manifestazioni in Francia dello scorso weekend, il settore turistico teme conseguenze sull’attrattiva della destinazione.
Le scene dei saccheggi e di degrado riprese dai media e dai social nel giorno peggiore della protesta, il 17 ottobre, hanno fatto il giro di tutto il mondo e tutti hanno visto l’immagine di una Francia devastata dai contestatori, tra questi tanti viaggiatori che hanno programmato o stanno programmando un viaggio nel Paese.
«Francamente, non eravamo sicuri che la nostra visita sarebbe stata mantenuta», racconta un dirigente indiano in viaggio d’affari a L’Echo Touristique.
«Questa ondata di violenza in piena città, a Nizza, a Parigi, a Lione, è catastrofica», sottolinea Christelle Chassagne, la presidente di Adn Tourisme, che riunisce gli organismi istituzionali del turismo. «Quando i turisti hanno prenotato una settimana in albergo, non lo hanno fatto per rimanere chiusi in hotel», continua, prevedendo cancellazioni.
«Questo è quanto sta accadendo a Parigi, Lione, Marsiglia”, commenta Didier Arino, direttore generale della società di consulenza Protourisme.
Parigi, che ha appena vissuto il “tutto esaurito” grazie ai concerti di Céline Dion, al viaggio del Papa, al Salone dell’Auto e al Salone internazionale dell’alimentazione, ora vede un calo di prenotazioni rispetto allo stesso periodo del 2025 per le prossime sei settimane.
Prenotazioni in calo
Secondo Mkg Consulting, in un giorno, tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre, la quota di camere già prenotate per i soggiorni dal 20 ottobre al 29 novembre è passata da +1,0 a +0,2 punti rispetto al 2025.
Per la settimana dal 20 al 25 ottobre, l’anticipo di Parigi sul 2025 era solo di 1,9 punti martedì, contro 3,5 del giorno prima, secondo lo studio. Una situazione che ricorda quella vissuta dalla città nel dicembre 2018, quando le violente contestazioni dei gilet gialli avevano frenato le prenotazioni.
Si teme la fuga di turisti americani e cinesi
Stati Uniti, Cina, Germania e Italia figurano tra i Paesi che hanno rivolto raccomandazioni di prudenza ai propri cittadini che intendono recarsi in Francia.
Questi avvertimenti potrebbero pesare, in particolare, sulla presenza dei turisti americani e asiatici, turisti che in media spendono di più rispetto ai visitatori europei. «Se dura due settimane, non è molto grave. Al contrario, se dovesse proseguire per diversi mesi, sarebbe catastrofico», avverte Laurent Abitbol, presidente del consiglio di amministrazione della rete di agenzie di viaggi Selectour.
«Più la clientela è lontana, più è sensibile ai rischi per la sicurezza e maggiore è l’impatto», precisa Didier Arino.
Al momento ancora è difficile quantificare l’impatto sul turismo del prossimo periodo, tutto dipenderà in realtà dal verificarsi di nuovi episodi di violenza nelle prossime settimane, indicano gli operatori intervistati da l’Echo Touristique.
«L’impatto di una giornata di rivolte e violenze urbane nel cuore di Parigi ha l’effetto di generare cancellazioni pari all’1% del numero di pernottamenti mensili nei giorni successivi e altrettanti nelle settimane successive – spiega Didier Arino – Su oltre 42 milioni di pernottamenti in hotel previsti nel 2026 a Parigi, non è considerevole. Ma attenzione a non sottovalutare l’impatto se ci sono ripetuti incidenti».
Il video virale con i turisti cinesi
Proprio ignari turisti cinesi sono involontari protagonisti di un ironico video generato con l’Ai che fa sorridere sul tema serio delle proteste e dei danni a Parigi.
Nel breve filmato si vede un gruppetto di visitatori cinesi nella capitale francese accompagnati da un’imperturbabile guida sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante i tour sia condotto tra scontri di piazza alle spalle, i lacrimogeni, le esplosioni, i proiettili di gomma, granate stordenti e saccheggi nei negozi.


