Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni due settimane a Roma un Danilo Curzi si sveglia e sa che dovrà ascoltare i suoi under 25 per sopravvivere.
Nei giorni scorsi, sul rooftop del Quartopiano di Rimini, il cofondatore e capo di Idee per Viaggiare (dal notorio dna fantascientifico) è stato nel presente. Non più nel futuro come ai tempi del catalogo 2224. Né nel passato come alla memorabile serata-evento per i trent’anni del t.o.
Il tempo dei viaggi nel tempo ha fatto il suo tempo, verrebbe da dire. E l’obiettivo della «telecamera» è riorientato sull’oggi, anche grazie al boost di una crisi nel Golfo, che come tutte le crisi per “quelli bravi” ha i suoi risvolti evolutivi.
Ma a guidare il cambiamento non bastano le intuizioni, serve moneta sonante. «Cinque milioni di euro in due anni» per ricollocarsi proprio qui, in questo presente fatto di Gen Alpha e «intelligenza artigianale», come Curzi ama definire l’Ai impiegata nel tailor made turistico.
Altro denaro è stato investito per assumere una decina di under 25, oggi cuore pulsante del rinnovamento, che il ceo di Idee per Viaggiare convoca ogni due settimane nelle sue stanze. Riunioni ad hoc in cui il boss, più che parlare, ascolta: «Perché sono loro ad avere in mano il presente. Mica il futuro».
Ma torniamo per un attimo indietro. Tutto ebbe inizio in pandemia. In un giorno di lockdown Danilo ricevette una proposta da Salesforce. Quel dì bussò alla porta del figlio, Andrea Nike, allora brillante studente di Storia a letto con il Covid, e gliela buttò lì: «Tu che di computer ne capisci, mi aiuti con questa email?».
Iniziò così la rivoluzione industriale di Ipv, che da due anni vede Curzi jr head of innovation dell’operatore, oggi stretto alleato del potente Crm. Dalla base di Dublino è infatti volato a Rimini, chi più di tutti “di computer ne capisce”: Mirko Spinelli, regional vice president di Salesforce, a cui l’azienda Usa ha affidato il compito di espandersi sul mercato italiano delle Pmi.
Con lui Idee per Viaggiare ha trasformato i vecchi «silos a comparti stagni» in «piattaforme di dati connesse tra loro, a disposizione di tutti». Una condivisione, spiega Andrea Nike, «che snellisce incredibilmente i processi di assistenza». Un esempio su tutti: «Se prima il tempo il tempo di risoluzione medio del custumer care era di 6-8 ore, ora il nostro copilota è in grado di sbrigare la medesima pratica in 2 minuti. Una rapidità salvifica in casi come lo scoppio della guerra del Golfo che ci ha visto gestire oltre 1.070 rimpatri in poche ore».
La Palma non si è dunque piegata sotto il peso della crisi in Medio Oriente. Lo ha dimostrato in vari ambiti. Nella prontezza con cui ha gestito l’emergenza. Nell’apertura di Marocco ed Egitto per bilanciare la flessione del Golfo. Nello sprint tech con il lancio di Archimede Plus, piattaforma di prenotazione potenziata con l’Ai che semplifica il lavoro degli agenti con preventivi interattivi e ottimizzati per gli smartphone, per dirne una.
Lo dimostrano adesso i numeri: il 31 ottobre Idee per Viaggiare chiude l’anno finanziario senza alcun crac. Solo con una «piccola perdita tra il -6 e il -8%», fa sapere Danilo Curzi, gettandosi tutto sommato serenamente alle spalle il marzo peggiore di sempre con il crollo del 90% della produzione. «Da luglio il lungo raggio è tornato a crescere, anche se manca un pezzo di mondo. Ma noi, va detto, siamo stati bravissimi». A far cosa? A riposizionare l’obiettivo della telecamera e a riorganizzare il futuro. Anzi, il presente.
In foto Danilo e Andrea Nike Curzi con il socio Roberto Maccari.


