Sciopero generale, Salvini precetta ancora

Sciopero generale, Salvini precetta ancora
29 Ottobre 11:26 2026

Nuovo scontro frontale tra Matteo Salvini e i sindacati. Il ministro dei Trasporti ricorre nuovamente all’arma della precettazione per lo sciopero generale del 30 ottobre, ma l’Usb sale sulle barricate e conferma la mobilitazione “contro il caro vita e per l’adeguamento degli stipendi”.

L’agitazione mette a rischio aerei, taxi e trasporto pubblico locale, con modalità diverse da città a città.

Roma, però, ha deciso di rispettare l’ordinanza del Mit. Sul sito del Campidoglio Atac (l’azienda capitolina per la mibilità) ha comunicato che “sarà in vigore l’operativo normalmente previsto. Servizio regolare anche sulla rete Cotral e sui collegamenti gestiti dagli operatori privati, così come sui collegamenti di Trenitalia“.

La motivazione del ministro

Ma perché Salvini ha innalzato ancora una volta il vessillo della precettazione? Ecco qua: «La data è troppo vicino alla commemorazione dei defunti».

Così – subito dopo la richiesta della Commissione garanzia sciopero che ha rilevato un “pregiudizio grave alla libertà di circolazione” – il ministro ha firmato l’ordinanza in cui chiede “il differimento ad altra data dello stop per i settori del trasporto aereo, taxi, trasporto pubblico locale, trasporto ferroviario e marittimo, appalti ferroviari e circolazione e sicurezza stradale”.

In presenza di precettazione, lo ricordiamo, chi sciopera lo stesso rischia una multa fino a 1.000 euro.

Ma l’Usb dice no

L’Unione sindacale di base ha deciso di ignorare la precettazione, replicando: “È un ordine illegittimo al quale disobbediamo – si legge in una nota della sigla – L’atto di ordinanza ministeriale firmata da Salvini conferma la deriva autoritaria di questo governo”.

“Un’altra scelta repressiva – continua l’Usb – che impedisce lo strumento del conflitto previsto dalla Costituzione a disposizione dei lavoratori e che rischia solo di esacerbare gli animi e gettare altra benzina sul fuoco”.

Anche perché, rimarca l’Usb, si scende in piazza ovunque: “Sarà una giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di vari Paesi tra cui Usb che ha coinvolto più di 100 scali portuali in 17 Paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra”.

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