Trenitalia, i consumatori puntano i piedi: “Ridateci il Carnet Smart”
A Federconsumatori non va giù l’abolizione del Carnet Smart da parte di Trenitalia. “Per i pendolari – attacca l’associazione dei consumatori – ci sono rincari fino a 3.516 euro l’anno, serve un tavolo di confronto urgente per ripensare questa scelta“.
La retromarcia di Trenitalia dal primo novembre: la formula da 10 viaggi in 30 giorni era stata pensata per chi utilizza l’alta velocità durante alcuni giorni alla settimana.
Federconsumatori: “Subito un tavolo di confronto”
“Stiamo raccogliendo, ormai da settimane – svela Federconsumatori – numerose segnalazioni di utenti che si lamentano per la decisione di Trenitalia di eliminare i Carnet Smart da 10 viaggi (quelli acquistati entro il 31 ottobre 2026 potranno essere utilizzati fino alla loro scadenza)».
L’associazione chiede a Trenitalia di fare un passo indietro: “Abbiamo scritto all’azienda, chiedendo un ripensamento su una scelta che non poteva avvenire in un momento peggiore, con i costi dei carburanti alle stelle e il potere di acquisto delle famiglie sempre più ridotto“.
È il momento di fare due conti: “Per acquistare un carnet di 10 viaggi av utilizzabile dal lunedì alla domenica, ormai i cittadini dovranno pagare (per la seconda classe standard), rispetto al Carnet Smart abolito (che poteva essere utilizzato dal lunedì al venerdì, quindi destinato principalmente ai pendolari): sulla tratta Milano-Torino il +133%, sulla Napoli-Roma il +211%, sulla Bologna-Firenze il +88%.
“Questo si traduce, per un lavoratore pendolare che viaggia in treno e utilizza uno di questi carnet al mese, in un aggravio fino a 3.516 euro l’anno (prendendo come esempio la tratta Roma-Napoli)”.
Federconsumatoritra all’attacco: “Sono costi insostenibili, tra l’altro non motivati da alcun miglioramento del servizio, che, anzi, risulta sempre più carente, tra disagi, ritardi e disservizi ormai all’ordine del giorno. Secondo il nostro monitoraggio, in 9 mesi, solo sette giorni su 30 il servizio funziona regolarmente. Negli altri 23 giorni si registrano disagi di varia entità, su almeno una tratta”.
Quindi la requisitoria finale: “Aumentare i costi significa mettere in discussione il diritto alla mobilità dei cittadini. Allora abbiamo chiesto all’azienda di attivare un tavolo di confronto per poter discutere della reintroduzione del carnet o valutare l’introduzione di possibili soluzioni alternative”.


