Quando volare costerà
carissimo (come i pomodori)

Quando volare costerà <br>carissimo (come i pomodori)
21 Ottobre 11:08 2026

C’era una volta Michael O’Leary, megafono roboante di Ryanair contro tutto e tutti, pur di salvaguardare gli interessi della sua compagnia. Oggi il boss irlandese fa ancora da megafono, ma non pro domo sua, bensì ai venti di una crisi globale che soffia sempre più forte dal Golfo e rischia di travolgere anche l’aviazione commerciale: «Nel 2027 ci saranno aumenti record delle tariffe aeree, fino al 20% in più».

Voli come pomodori

Più che una profezia amara, quella che arriva da Bruxelles profuma tanto di sentenza per quel mondo low cost che lui stesso ha creato.

E intanto, quasi a fare da eco alle parole di O’Leary, il peso del jet fuel e i rincari energetici si riverberano sul quotidiano.

Non è un caso che la protesta degli autotrasportatori abbia lasciato senza carburante gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, come ha fatto sapere l’Enav in un avviso ufficiale per piloti e personale di volo: “I piloti – si legge – devono  pianificare il rifornimento presso lo scalo di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive”. Nessun problema, invece, a Lamezia Terme.

Ma l’agitazione, unita a quella degli agricoltori, si fa sentire eccome anche sugli scaffali dei supermercati, che appaiono desolatamente vuoti davanti all’occhio delle telecamere: bloccati i rifornimenti e i beni di prima necessità. Derrate alimentari a prezzi proibitivi, lunghe code alle pompe di benzina. Ecco perché i voli costeranno probabilmente cari come i pomodori di oggi a 12 euro al chilo.

Insomma, come sempre, saranno il pubblico (e i passeggeri) a pagare il prezzo della guerra Usa-Iran.

Ma è ora di dare la parola a Michael O’Leary.

La profezia del boss

Non servono giri di parole, d’altronde è una modalità alla quale O’Leary non è abituato. In conferenza stampa a Bruxelles – secondo quanto riferisce Bloomberg – il ceo di Ryanair ha vaticinato: «Le tariffe aeree in Europa potrebbero registrare nel 2027 uno degli aumenti più marcati della loro storia recente, con rincari fino al 20%».

«Il persistere della guerra in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi del petrolio – ha spiegato O’Leary – rischiano di mettere sotto pressione i margini delle compagnie aeree, costringendole a scaricare i costi del carburante sui consumatori».

Resta un interrogativo: «La domanda è: questo incremento dei biglietti sarà sufficiente a coprire i costi petroliferi drasticamente più elevati? Non credo che lo sarà», ha concluso O’Leary.

La compagnia low cost è coperta soltanto al 15% dai rischi di aumenti del jet fuel il prossimo anno. Il primo Boeing 737 Max 10 atteso a gennaio

Intanto la low cost taglia 20 rotte su Bruxelles

Siccome, però, non di futuro ma (soprattutto) di presente vive Ryanair, ecco la mannaia su Bruxelles. giunta dopo l’annuncio della cancellazione di decine di rotte in Europa.

La compagnia irlandese ha deciso di tagliare 20 rotte dagli aeroporti di Bruxelles-Charleroi e Zaventem per l’inverno 2026, in risposta alla decisione del governo belga di rivedere le politiche fiscali sulle compagnie aeree, aumentando le tasse aeroportuali di 5 euro. Il balzello passerà dagli attuali 2 euro – decisi nel gennaio 2025 – a 7 euro nel gennaio 2027.

Secondo il quotidiano belga Le Soir, queste le rotte coinvolte: Bruxelles-Zaventem con Malaga, Barcellona, Roma-Fiumicino, Madrid, Porto, Marrakech e Valencia. Da Bruxelles-Charleroi verrebbero invece soppressi i voli per Amman, Dubrovnik, Nîmes, Genova, Katowice, Lodz, Newcastle, Asturie-Oviedo, Poznan, Reggio Calabria, Sarajevo, Trapani e Varsavia-Modlin.

La compagnia ritiene che “l’aumento della fiscalità penalizzi la competitività del Belgio rispetto a diversi Paesi europei, tra cui Svezia, Slovacchia, Ungheria e Italia che hanno abolito le tasse sul trasporto aereo”.

“Questi tagli – si legge in una nota della low cost – sono la conseguenza diretta della sciocca decisione del governo federale di aumentare la tassa sull’aviazione in Belgio del 250%”.

Il messaggio pubblicato sul profilo linkedin di Ryanair è ancora più diretto, i toni sono da ultimatum: “Egregio Primo ministro Bart De Wever e governo federale belga, svegliatevi e abolite questa dannosa tassa sul trasporto aereo, prima che vengano arrecati ulteriori danni a un mercato del trasporto aereo in Belgio già al collasso”.

Qualora il Belgio ritirasse questa politica fiscale, Ryanair prenderebbe in considerazione l’apertura di 100 nuove destinazioni nel Paese, un’espansione che, secondo O’Leary, potrebbe generare 1.000 posti di lavoro.

Il governo della Vallonia ha esortato l’esecutivo a valutare le conseguenze della decisione di Ryanair, invitato la direzione dell’aeroporto di Charleroi e i suoi partner a proseguire il dialogo con la compagnia e ad accelerare la diversificazione delle attività, per garantire la stabilità dello scalo nel lungo periodo.

Riduzioni anche ad Alghero e Olbia

E la campana dell’addizionale municipale torna a suonare in Sardegna. Ryanair ha annunciato il taglio del proprio operativo per l’inverno 2026, con una riduzione dei voli ad Alghero (15%) e Olbia (-50%), inclusa la perdita di una rotta.

“La Regione ha sospeso l’addizionale municipale per gli inverni 2026 e 2027 – nota la compagnia – ma la decisione è stata annunciata troppo tardi per incidere sull’operativo dell’inverno 2026 ed è ben lontana dall’abolizione permanente, necessaria a ripristinare la competitività della Sardegna”.

“Qualora la Sardegna – prosegue la nota – seguisse l’esempio di Sicilia, Calabria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, abolendo l’addizionale municipale per tutto l’anno, Ryanair garantirebbe 2 milioni di passeggeri aggiuntivi, 4 aeromobili in più (per un investimento di 400 milioni di dollari), una nuova base nel nord della Sardegna e oltre 900 nuovi posti di lavoro nell’arco di cinque anni”.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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