Fuel, Ryanair boccheggia.
E O’Leary taglia i costi

Fuel, Ryanair boccheggia. <br>E O’Leary taglia i costi
02 Novembre 13:08 2026

Utili in calo del 15%, carburante sempre più caro e un piano di riduzione dei costi che potrebbe arrivare fino al congelamento degli stipendi. Ryanair chiude il primo semestre dell’esercizio 2026-2027 con risultati in flessione, nonostante la crescita dei passeggeri e dei ricavi. Ma a preoccupare il gruppo irlandese è soprattutto il prossimo anno, quando la spesa per il carburante potrebbe aumentare di 2 miliardi di euro, spingendo al rialzo le tariffe aeree in tutta Europa.

A lanciare l’allarme è l’amministratore delegato, Michael O’Leary, in occasione della presentazione dei risultati finanziari del 2 novembre. Secondo il manager, le compagnie europee dovranno affrontare un 2027 particolarmente difficile, tra prezzi del petrolio elevati, ritardi nelle consegne degli aeromobili e una domanda che, pur rimanendo sostenuta, mostra una crescente tendenza alle prenotazioni sotto data.

I numeri della trimestrale: passeggeri in crescita, profitti in frenata

Nel semestre concluso il 30 settembre, Ryanair ha registrato un utile netto di 2,15 miliardi di euro, in diminuzione del 15% rispetto ai 2,54 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono invece aumentati del 3%, raggiungendo i 10,08 miliardi di euro; il traffico passeggeri è cresciuto del 6%, passando da 119 a 125,8 milioni.

Nel solo secondo trimestre fiscale, corrispondente al periodo luglio-settembre, l’utile netto si è attestato a 1,61 miliardi di euro, in calo del 6%. A pesare sui risultati sono stati soprattutto il raddoppio del prezzo del carburante non coperto dai contratti di hedging, l’aumento del 5% dei costi unitari e la fine degli indennizzi legati ai ritardi nelle consegne degli aeromobili.

Anche le tariffe hanno risentito del contesto internazionale: nel trimestre estivo, sono diminuite del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025, complice la maggiore prudenza dei consumatori legata al conflitto in Medio Oriente.

Carburante, una stangata da 2 miliardi nel 2028

La principale incognita riguarda l’esercizio fiscale 2028, che si concluderà a marzo di quell’anno. Sulla base degli attuali prezzi a termine, Ryanair prevede un aumento della spesa per il carburante di circa 2 miliardi di euro, pari al 33%.

«A meno che non si arrivi a una rapida risoluzione del conflitto in Medio Oriente, prevediamo che i prezzi del carburante per aerei rimarranno elevati fino al 2027 inoltrato», ha dichiarato O’Leary. Per l’esercizio in corso, la compagnia beneficia ancora di una protezione significativa: l’80% del fabbisogno di carburante è coperto a circa 67 dollari al barile fino al marzo 2027.

La situazione sarà diversa nell’anno successivo, per il quale Ryanair ha aumentato recentemente la copertura dal 15% al 25% del fabbisogno, a un prezzo medio di circa 95 dollari al barile. Secondo O’Leary, il rincaro del carburante provocherà aumenti delle tariffe aeree a doppia cifra nel 2027, ma non è affatto certo che Ryanair riesca a raggiungere il rialzo del 20% necessario per compensare integralmente i maggiori costi.

Il direttore finanziario Neil Sorahan si è mostrato comunque fiducioso sulla tenuta della domanda, osservando che un incremento di 5-10 euro sulle tariffe Ryanair non dovrebbe necessariamente scoraggiare i passeggeri.

La risposta di Ryanair: stipendi congelati, accordi aeroportuali e intelligenza artificiale

Per contenere l’impatto del caro carburante, Ryanair ha annunciato una revisione complessiva della propria struttura dei costi.

Tra le misure allo studio, figurano la rinegoziazione degli accordi con gli aeroporti e dei costi di handling, un possibile congelamento temporaneo degli stipendi e un maggiore ricorso all’intelligenza artificiale per migliorare la produttività delle attività operative e amministrative.

«Stiamo esaminando tutto, dai costi aeroportuali a quelli di handling, e ora è in discussione anche un possibile congelamento degli stipendi dal prossimo aprile per piloti, assistenti di volo e management», ha spiegato O’Leary a Bloomberg Television.

Il gruppo valuta inoltre la possibilità di ridurre i rapporti di personale di bordo, compatibilmente con i requisiti operativi e di sicurezza. O’Leary ha comunque escluso il rischio di licenziamenti, sottolineando che Ryanair continuerà a crescere.

Obiettivo 300 milioni di passeggeri entro il 2034

Nonostante le difficoltà congiunturali, Ryanair conferma i propri obiettivi di crescita a lungo termine. Per l’esercizio fiscale 2027, il gruppo prevede 214 milioni di passeggeri, in aumento del 3%, anche se il target è stato ridimensionato rispetto alla precedente previsione di 216 milioni.

Per l’esercizio successivo, l’obiettivo è superare i 220 milioni di viaggiatori, anche grazie all’arrivo dei nuovi Boeing 737 Max 10, attesi a partire dal 2027. O’Leary punta inoltre a superare quota 300 milioni di passeggeri entro il 2034, approfittando delle difficoltà che potrebbero frenare la crescita dei concorrenti.

Secondo il manager, la capacità del trasporto aereo europeo resterà limitata almeno fino all’inizio del prossimo decennio, a causa dei ritardi produttivi dei principali costruttori aeronautici e dei problemi che interessano i motori Pratt & Whitney.

Una situazione che, insieme al consolidamento del settore e alle difficoltà finanziarie di alcune compagnie, potrebbe favorire gli operatori con costi più bassi e bilanci più solidi. «Ci saranno compagnie aeree che non sopravvivranno a questo inverno», ha avvertito O’Leary, prevedendo che il caro carburante continuerà a pesare sul settore anche nel 2027.

Dal 10 novembre cambia il termine per consegnare i bagagli

Intanto, sul fronte operativo, Ryanair ha introdotto una novità che riguarda direttamente i passeggeri. Dal 10 novembre, il termine per effettuare il check-in in aeroporto e consegnare il bagaglio da stiva passerà da 40 a 60 minuti prima della partenza prevista.

La modifica, già annunciata ad aprile, interesserà circa il 20% dei passeggeri. Secondo la compagnia, il nuovo termine consentirà ai viaggiatori di disporre di più tempo per superare i controlli di sicurezza e quelli dei passaporti, riducendo il rischio di perdere il volo. Nessun cambiamento, invece, per il restante 80% dei passeggeri che viaggia senza bagaglio da stiva e continua a effettuare il check-in online.

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