Affitti brevi, Halldis pronta al rilancio con l’ok al concordato preventivo

Affitti brevi, Halldis pronta al rilancio con l’ok al concordato preventivo
30 Luglio 12:55 2021 Stampa questo articolo

Buone notizie per Halldis SpA, tra i principali player negli affitti brevi, entrata in crisi a causa dell’emergenza Covid-19: con l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, la società può continuare a operare e pianificare il suo rilancio. L’azienda italiana, con 35 anni di attività, è stata la prima a portare in modo strutturato in Italia il modello americano dello short rental, e ora ripartirà con l’ok per la continuità aziendale accordato dal Tribunale di Milano, sulla base di un piano attestato di rilancio di Halldis.

«La pandemia e il conseguente calo degli spostamenti per finalità turistiche e di lavoro avevano aggravato precedenti difficoltà finanziarie – spiega Michele Diamantini, ceo di Halldis, già tra i fondatori di Expedia Italia e cofounder e gm di Vacasa Europa – Per questo un anno fa circa abbiamo avviato un procedimento, sotto il controllo del Tribunale, volto a consentire la ristrutturazione della società, preservandone il patrimonio immateriale, ovvero portafoglio contratti, esperienza nel settore e posizionamento di mercato, e garantendo la continuità della gestione e il mantenimento degli standard qualitativi dell’azienda».

L’ammissione alla procedura di concordato in continuità, sempre secondo Diamantini, permette alla società ampi ambiti di miglioramento e può dare il suo significativo apporto al comparto turistico e all’economia del Paese. «Procediamo col nostro modello, che è stato imitato da tanti, ma al contempo attueremo nuove scelte di distribuzione e gestione dei servizi – conclude –  Con l’obiettivo, da un lato, di migliorare l’offerta per i clienti finali, molti dei quali provengono anche dall’estero, e dall’altro di innalzare ulteriormente la qualità della gestione, già riconosciuta dai proprietari».

Oggi Halldis, 8,5 milioni di euro di fatturato nel 2020, gestisce oltre 1.000 tra appartamenti, palazzi e ville, per conto di proprietari privati e istituzionali, in più di 120 località italiane ed europee. È presente nelle principali città italiane (Bologna, Firenze, Milano e Roma) e in Europa a Bruxelles, Parigi e in Costa Azzurra. Sempre in Italia, nei siti di mare, in Sardegna, Sicilia e Versilia, di montagna (Gressoney e Ponte di Legno) come sui laghi di Como, d’Iseo e Maggiore e nella campagna Toscana, nelle provincie di Arezzo, Lucca, Firenze e Pistoia, ma anche nel Chianti e in Val d’Orcia.

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