Utili ad alta quota per Airbus. La casa costruttrice europea ha chiuso il bilancio 2025 con un fatturato di 73,4 miliardi di euro (+6%), un utile netto di 5,2 miliardi, pari a una crescita del +23% e per il 2026 prevede una forte accelerazione nella produzione con la consegna di 870 aeromobili.
Ma nel report annuale c’è anche l’ombra dei ritardi nella consegna dei motori Pratt & Whitney per la famiglia di A320 che di fatto frena la produzione e pone il costruttore in serie difficoltà nelle tempistiche contrattualizzate con le varie compagnie aeree.
Questo – come fa notare il Corriere della Sera – spiega anche perché “le consegne di gennaio sono scese al livello più basso registrato in qualsiasi mese dal 2020, segnando l’inizio d’anno più debole da almeno un decennio”. Non a caso è in prepotente risalita la rivale Boeing, che ha consegnato il numero più alto di aerei dal 2018, anche grazie all’assenza nei suoi velivoli dei motori Pratt & Whitney.
Infatti è lo stesso ceo di Airbus, Guillaume Faury, a evidenziare un rallentamento nella produzione mensile di questo modello che dalle 75 unità previste nel suo piano operativo si è vista costretta a scendere a 60 unità. La media mensile originaria per gli A320 verrà ristabilita soltanto dopo il 2027.
Più che soddisfacente, comunque, il livello di ordini raggiunti da Airbus: alla fine del 2025 le commesse con ordini fermi si sono attestate sugli 8.754 aeromobili.


