Alberghi, spinta premium e long haul: l’analisi del Pambianco Summit

Alberghi, spinta premium e long haul: l’analisi del Pambianco Summit
19 Marzo 11:02 2026

Il 2025 è stato un anno record per il ricettivo in Europa con 3,1 miliardi di pernottamenti, una crescita del 7,1% rispetto al 2019, che conferma un’espansione strutturale. L’attualità ci costringe a fare i conti con uno scenario che potrebbe mutare, ma intanto il vecchio continente l’anno scorso ha registrato un aumento importante del long haul e in generale dei flussi internazionali: la clientela estera ha pesato per il 49%. La fotografia del settore è stata scattata nel corso della quarta edizione del Pambianco Hôtellerie Summit che si è tenuto a Milano, con l’analisi di Bip Corporate Finance & Strategy presentata dalla global head of strategy Simona Dossena.

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La Spagna conferma la leadership europea con 366 milioni di pernottamenti, seguita dalla Germania, 299, e l’Italia è terza con 288 milioni. L’area mediterranea attrae la parte maggiore dei flussi in Europa e mette a segno aumenti delle tariffe medie rispetto a cinque anni prima, con la Grecia in testa (156 euro, +1,4%); in Italia l’incremento è stato dello 0,4% con una media di 152 euro.

Anche il mercato ricettivo italiano si conferma dunque in buona salute, con il segmento alberghiero ancora preponderante, al 61%. Ma in tutta Europa in realtà le strutture extra-alberghiere superano un terzo della domanda europea (37,5%) e spingono i player tradizionali verso format ibridi e soluzioni più flessibili.

PIÙ STRANIERI E UPSCALE

Il fenomeno cresce anche nel nostro Paese, dove tra l’altro i flussi internazionali hanno superato la domanda nazionale, con un duplice effetto, una spesa media superiore della nazionale – di circa l’11%, 80 euro contro 72 – e pernottamenti più lunghi. E il dinamismo long haul fa proiettare le previsioni a quota 100 milioni di arrivi internazionali in Italia nel 2029.

Questo mix di elementi sta spingendo una domanda premium: gli hotel 4 e 5 stelle confermano crescita di pernottamenti e di tasso di occupazione superiore alla media. In particolare i 4 stelle raccolgono il 46% del mercato (+4,8%) con il dato di occupancy più alto.

In un mercato come l’Italia tradizionalmente caratterizzato da alta frammentazione stiamo assistendo a un consolidamento, la presenza di catene in Italia sul totale ha raggiunto il 7,9%, salendo dal 5% pre Covid). Segno della crescita di interesse da parte dei grandi attori internazionali: gli investimenti hanno raggiunto i 2,2 miliardi di euro in Italia, soprattutto da parte di operatori alberghieri con investitori finanziari alle spalle, concentrati soprattutto verso l’acquisto di hotel esistenti e progetti di sviluppo e conversione. E c’è un dato: si riduce la dimensione media e continua il riposizionamento verso l’alto.

I TREND DI DOMANDA E OFFERTA

Sul fronte della domanda si consolidano alcuni trend intercettati dagli operatori ricettivi: i nomadi digitali alla ricerca di soggiorni medio-lunghi, il bleisure, benessere e salute che spingono la richiesta di retreat per rigenerarsi e digital detox ma anche medical spa e beauty clinic, e l’influenza sempre crescente del mondo social e delle recensioni nelle scelte di viaggio e di soggiorno.

Quali sono gli impatti sulla gestione? Occorre un investimento sul personale qualificato, la proposizione di esperienze autentiche e legate al territorio, per esempio con una gastronomia su misura e un design distintivo quanto più ci si sposta verso il segmento premium. La tecnologia deve aiutare a ottimizzare esperienza, operatività ed efficienza. L’offerta attiva una serie di azioni: le experience che aumentano i ricavi ancillari, la conversione di aree comuni e sale meeting in aree di coworking per attrarre mobile worker, l’integrazione di Ai e automazione con la crescita di nuove figure dedicate a gestione dati e customer intelligence.

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Mariangela Traficante
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