Alitalia, lettera di addio di Gubitosi

20 Novembre 09:14 2018 Stampa questo articolo

Arrivederci, e grazie. Si chiude con una lettera inviata ai dipendenti la parabola di Luigi Gubitosi, neo amministratore delegato di Tim, in veste di commissario di Alitalia. Con buona pace di quanti, nei mesi scorsi, lo davano come papabile alla carica di futuro ad della nuova Alitalia, l’ex manager tra le altre di Fca e Fiat lascia il vettore dopo aver recapitato al Mise la relazione tecnica sulle proposte per il salvataggio della compagnia arrivate lo scorso 31 ottobre.

«Come sapete Ferrovie dello Stato ha presentato un’offerta per rilevare gli asset aziendali. Sono favorevolmente impressionato dall’entusiasmo e dalla professionalità della dirigenza e del team che sta lavorando sul progetto», ha scritto Gubitosi a proposito della proposta di Fs sottolineando come a distanza di 18 mesi dall’inizio della sua «straordinaria avventura», Alitalia abbia invertito il trend negativo.

«Il 2 maggio 2017 le prospettive di Alitalia erano molto negative, con prenotazioni in caduta libera e forecast finanziari che lasciavano presagire un autunno inverno molto difficile e, soprattutto, la fiducia di passeggeri e tour operator era al minimo». Adesso, invece, «la società ha ripreso quota, la winter è stata superata brillantemente e questo inverno non costituirà più un problema».

«Alitalia – scrive ancora l’ex commissario – continua a crescere, a novembre a doppia cifra, le performance operative ci vedono tra i leader a livello mondiale ed è in corso un processo di continuo miglioramento su tutti gli aspetti del business. A gennaio arriveranno tre A321 Neo che segneranno l’inizio del processo di modernizzazione della flotta».

Un trend, quello sottolineato da Gubitosi, confermato ieri a un convegno organizzato da Boeing e Sea, anche da Quang Ngo Dinh, vp marketing di Alitalia. «Se guardiamo all’ultimo anno, il fatturato è cresciuto stabilmente, dal 6 al 7,5% in tutti i quarti. E ultimo quarto sarà il migliore dell’anno. Sul fronte dei passeggeri, la crescita è stata sotto all’1%, ma con un importante cambio verso il lungo raggio. Il tutto a flotta invariata».

Intanto, in attesa della nomina di un sostituto per Gubitosi (per legge, i commissari devono essere tre), i sindacati sono tornati a chiedere al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, di far ripartire il tavolo di confronto, dopo l’incontro che si era svolto il 12 ottobre scorso. una richiesta analoga viene indirizzata anche ai vertici delle Ferrovie dello Stato, ora impegnati a predisporre il nuovo piano industriale.

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Giorgio Maggi
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