Appennini senza neve: le quattro mosse di Santanchè

11 Gennaio 13:54 2023 Stampa questo articolo

Quattro mosse da adottare a breve, entro tre settimane, per fronteggiare l’emergenza neve sugli Appennini che ha già generato un danno di oltre 50 milioni di euro. È il primo atto del tavolo “Appennino senza neve” convocato dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè, al quale hanno partecipato assessori regionali e operatori turistici interessati: «Come Mitur – ha spiegato Santanchè – ci siamo occupati della situazione emergenziale perché molti impianti in località sciistiche appenniniche non sono stati aperti. Ci siamo concentrati su quattro misure che vorremmo adottare: innanzitutto sfruttare il Fondo già previsto per finanziare investimenti sugli impianti di risalita e per l’innevamento artificiale e abbiamo deciso di lavorare per ristornare gli investimenti fatti dagli imprenditori degli impianti nel 2022 e poter dare subito loro questi denari. Poi abbiamo concordato di liberare dei Fondi Covid che alcune regioni hanno ancora in dotazione e crediamo di poter procedere rapidamente in tal senso».

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Il tavolo “Appennino senza neve” al Mitur

«Come terzo passaggio – ha proseguito Santanchè – abbiamo avviato una interlocuzione con il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone per affrontare il problema degli ammortizzatori sociali perché, come ben sappiamo per i lavoratori stagionali della neve (vedi i maestri di sci) non c’è la cassa integrazione in deroga e quindi possiamo e vogliamo dare risposte a tutte le categorie stagionali».

Infine, su suggerimento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, si interverrà per sfruttare un provvedimento che era stato adottato dal governo Monti: «Il 50% della riscossione dei Comuni doveva essere stornato per zone disagiate e quindi ora su certe aree montane sarebbe opportuno che queste risorse potessero rimanere sul territorio. Solo per l’Abetone, ad esempio, stiamo parlando di 1 milione di euro».

«Nei primi anni dello scorso decennio – ha spiegato Giani – questa misura aveva avuto una logica: molte entrate dei Comuni, infatti, erano incentrate sull’Imu e si rimproverava ai Comuni che avevano doppie case, di avere troppi risorse rispetto alle necessità locali. Ora, di fronte a questa emergenza economica, chiederemo di procedere in modo che per le località di montagna che stanno vivendo l’emergenza, quello che viene riscosso venga rispeso nel Comune. Una misura che non costerebbe un euro allo Stato».

Santanchè ha infine precisato che questa misura potrebbe essere temporanea per tamponare l’emergenza e aiutare quei Comuni che hanno più bisogno e che il tavolo promosso in questi giorni diventerà permanente e verrà trasformato in tavolo per il turismo della montagna.

«Ricordiamoci – ha infatti sottolineato il ministro – che il  turismo bianco per molte aree dell’Appennino è il core business: occorre dunque lavorare sull’offerta turistica anche per la destagionalizzazione e la diversificazione delle proposte, non più vincolate al prodotto-neve e quindi camminate trekking con le ciaspole e il benessere con le Spa) abbinando anche prodotti emergenti come il cicloturismo».

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Andrea Lovelock
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