Armenia, la lezione dei 35 anni di indipendenza

Armenia, la lezione dei 35 anni di indipendenza
29 Settembre 11:56 2026

C’è una vibrazione speciale quando un popolo antico si ritrova a celebrare la propria libertà. Succede a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, gremito in ogni ordine di posti e avvolto da un’atmosfera di solenne partecipazione per festeggiare i 35 anni dell’indipendenza della Repubblica d’Armenia.

Tra la presenza di numerose autorità, rappresentanti delle istituzioni e membri della comunità, la serata organizzata dall’Ambasciata si è trasformata in un abbraccio profondo tra due culture sorelle. Le note del Maestro Gerardo Di Lella hanno intrecciato la tradizione musicale armena con la sensibilità italiana, stendendo un ponte sonoro e poetico tra la Città Eterna e le terre del Caucaso.

Armenia_Roma_35anniindipendenza_credit ladv

Non è un caso che il boom turistico armeno arrivi proprio nell’anno del 35° anniversario dell’indipendenza. Un traguardo che l’ambasciatore Karapetyan ha definito frutto di una politica capace di «consolidare la pace a lungo termine nel nostro Paese e nella regione», ricordando come l’Armenia abbia sempre «conosciuto periodi di maggiore prosperità proprio nelle epoche in cui nella regione regnava la pace».

Per Karapetyan «questa è la visione per il futuro dell’Armenia, quello che desideriamo consegnare alle prossime generazioni», ha commentato.

Nel corso della festa nazionale armena celebrata a Roma, è intervenuto anche l’onorevole Giulio Centemero, presidente del gruppo di amicizia parlamentare Italia-Armenia, che ha ricordato come la ricorrenza celebri «la capacità di un popolo di custodire la propria identità e nello stesso tempo di costruire il proprio futuro».

È in questo scenario di stabilità ritrovata che il turismo armeno vive una stagione record: oltre 1.042 milioni di visitatori nel primo semestre 2026, il +14,8% sul 2025, dato più alto mai registrato per il periodo, con un picco del +39,6% ad aprile.

L’obiettivo 2030

Il settore pesa ormai il 5,3% sul Pil e il piano 2026-2030 punta a 3 milioni di arrivi, sostenuto dall’espansione da 500 milioni di dollari dell’aeroporto di Zvartnots e dal debutto, dal 10 al 13 settembre, del Tour of Armenia nel calendario Uci Europe Tour.

L’Italia è protagonista di questa crescita, con 22.669 visitatori nel 2025 (+40,7%). Non a caso Bwh Hotels Italy and South East Europe rafforza la propria presenza nel Paese: «Investire nello sviluppo infrastrutturale e ricettivo dell’Armenia è oggi fondamentale per supportare la crescita di un Paese che mostra un enorme potenziale», spiega Fabrizio Doria, chief development officer del gruppo, già presente a Erevan e Dilijan, con l’obiettivo di colmare lo squilibrio tra domanda e le poco più di 1.700 strutture ricettive del Paese.

Dalla Città Rosa di Erevan al Lago Sevan, dalle colline di Dilijan a Tsaghkadzor fino a Gyumri: il Tour of Armenia accende i riflettori su territori che, come ha auspicato Centemero, vedono oggi crescere «i rapporti tra le società, le economie e le persone, prova concreta che la pace, quando è solida, si trasforma in sviluppo».

Un percorso reso possibile da un’indipendenza conquistata con coraggio, come ricordato dall’ambasciatore Karapetyan, e mai data per scontata. Il finale del discorso, suggellato dall’augurio in lingua madre, ha fatto vibrare l’Auditorium in un lungo applauso: «Shnorhavor Hayastani Ankakhutyan ton. Viva l’Armenia, viva l’Italia e viva l’amicizia armeno-italiana».

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Angelo Crisafulli
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