Asse Italia-Oman, doppio bilaterale a Roma e Firenze

Asse Italia-Oman, doppio bilaterale a Roma e Firenze
12 Ottobre 07:00 2026

Due bilaterali, a Firenze e Roma, che hanno confermato l’importanza del mercato italiano per lo sviluppo turistico in Oman. Prima visita ufficiale, la scorsa settimana, di Sayyid Ibrahim bin Said Al Busaidi, ministro del Patrimonio culturale e del turismo del Sultanato, che ha accolto l’invito delle nostre istituzioni per consolidare le relazioni tra i due Paesi e confermato: «L’Italia è un Paese di riferimento».

Inclusi nell’agenda appuntamenti con associazioni di categoria, tour operator e giornalisti.

Firenze ha ospitato un incontro dedicato alla cooperazione che vede oggi attive in Oman ben 12 missioni di università italiane. Il confronto ha permesso di fare il punto sulle importanti operazioni di scavo, recupero e ricerca di siti archeologici condotte nel Paese, evidenziando il contributo fondamentale di atenei e istituti italiani nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico omanita.

La tappa di Roma, invece, ha visto il ministro omanita a colloquio con gli omologhi italiani della Cultura, Alessandro Giuli, e del Turismo, Gianmarco Mazzi. Gli incontri si sono concentrati sulla condivisione di esperienze e linee strategiche per rafforzare le sinergie operative tra i due Paesi, focalizzandosi sulla tutela dei beni culturali e sulla realizzazione di progetti congiunti di promozione turistica.

Sviluppi costieri, infrastrutture e cooperazione regionale nel Golfo

Durante gli incontri illustrati i principali progetti di rigenerazione urbana e sviluppo costiero. Tra questi il rinnovamento del Muttrah Waterfront integrato dalla nuova funivia, l’ampliamento del polo di lusso Al Bustan a Muscat e il completamento del complesso di Yiti.

Particolare rilievo assume la destinazione montana di Jabal Akhdar, designata Capitale del Golfo 2027, dove sono in corso opere infrastrutturali. A livello regionale, l’Oman è in prima linea per supportare il settore attraverso iniziative come l’introduzione di una licenza unica per le guide turistiche e un manuale di classificazione alberghiera standardizzato.

Un importante asset nella promozione dell’Oman è rappresentato dal ricco calendario di eventi internazionali. In linea con i trend globali, queste iniziative nascono per richiamare gli appassionati degli sport outdoor e per valorizzare la straordinaria varietà dei paesaggi omaniti: dalle vette montuose alle distese del deserto, fino alle coste sul mare.

Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 si terranno appuntamenti di rilievo internazionale come Ironman Muscat, la Oman Desert Marathon tra le dune di Sharqiya Sands e il Tour of Oman, la corsa ciclistica a tappe su strada nei dintorni della capitale.

L’Italia è un Paese di riferimento

«L’Italia rappresenta uno dei Paesi di riferimento più importanti per il Sultanato ed è il terzo mercato europeo in termini di arrivi – ricorda Al Busaidi – Il turismo è un elemento centrale nel dialogo e nella collaborazione tra le nostre due Nazioni: nell’arco dei nostri 15 anni di promozione sul territorio abbiamo raccolto grandi soddisfazioni passando dai 7.000 viaggiatori italiani del 2010 agli oltre 80.000 del 2025, un’evoluzione che ha portato l’Oman da meta emergente a destinazione con un posizionamento solido. Un traguardo straordinario, ottenuto consolidando relazioni durature con i partner e gli operatori dell’industria turistica».

«Come previsto dalla Vision 2040 – prosegue il ministro – puntiamo a trasformare il settore turistico in un driver primario di crescita: l’obiettivo è incrementare il contributo del turismo al Pil dal 2,9% a oltre il 3,5% entro il 2030, fino a superare il 5% entro il 2040. Questo percorso punta a generare occupazione qualificata per la popolazione locale, preservando l’identità culturale e l’ecosistema del territorio».

Ma l’Oman punta ancora più in alto: «Dopo l’eccezionale performance del 2025, con la cifra record di oltre 2,8 milioni di arrivi internazionali di cui circa 500.000 dall’Europa, guardiamo al futuro con fiducia. Pur considerando possibili fluttuazioni congiunturali nell’area del Golfo durante il 2026, siamo certi della solidità della domanda e di una rapida ripresa dei flussi, trainata anche dall’Italia, appena la situazione lo consentirà».

«A supporto di questo percorso – conclude Al Busaidi – abbiamo avviato un piano straordinario di potenziamento infrastrutturale e ricettivo, che include l’apertura di aeroporti regionali in hub chiave come a Jabal Akhdar, sull’isola di Masirah e a Sohar, oltre a interventi importanti come la funivia di Muttrah a Muscat, prevista entro la fine del 2026. L’offerta alberghiera si espanderà con 28 nuovi progetti per un totale di oltre 4.800 camere, consolidando uno standard di accoglienza riconosciuto a livello globale per qualità, sicurezza e autenticità. In questo scenario, la partnership con l’Italia e con il mercato europeo si conferma centrale».

La foto è stata fornita da Aigo
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