Pit stop e ripartenza. Traffico aereo all’aeroporto internazionale di Dubai prima sospeso, poi in graduale ripresa dopo l’attacco con droni vicino allo scalo, che ha generato un vasto incendio. L’aeroporto, uno dei più trafficati del mondo e cruciale snodo turistico, è diventato un bersaglio iraniano dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran lo scorso 28 febbraio. Emirates – il cui hub è Dubai – è stata costretta a dirottare una sessantina di voli e continua ad aggiornare, a mezzo social, i suoi passeggeri.
L’escalation della crisi ha portato alla paralisi nell’area e non solo, generando il caos nell’aviazione globale, con voli cancellati, riprogrammati e deviati, mentre la maggior parte dello spazio aereo del Medio Oriente resta chiusa per il timore di attacchi con missili e droni. E la crisi fa salire alle stelle i prezzi del carburante.
Le operazioni di volo di Qatar Airways restano temporaneamente sospese a causa della chiusura dello spazio aereo del Qatar: la compagnia opererà un programma rivisto con un numero limitato di voli dal 18 al 28 marzo da e per Doha, con orari ampliati per offrire “maggiore flessibilità ai passeggeri che desiderano viaggiare”. Sei i velivoli di Qatar Airways fermi a Roma Fiumicino.
VETO EASA FINO AL 18 MARZO
Intanto, l’Easa – l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea – ha prorogato fino al 18 marzo la “raccomandazione” alle compagnie di evitare lo spazio aereo sopra la regione mediorientale.
Il bollettino informativo dell’Easa riguarda 11 Paesi che gli operatori aerei dovrebbero evitare in parte o del tutto “a tutti i livelli di volo e a tutte le altitudini”: Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
LE COMPAGNIE EUROPEE
La linea prevalente tra i vettori occidentali non cambia: sospensioni prolungate o forti riduzioni.
Ita Airways ha esteso il blocco dei voli su Dubai da lunedì 16 al 28 marzo. Quindi ha annunciato un ulteriore prolungamento della sospensione dei collegamenti da e per Tel Aviv fino al 2 aprile compreso (compreso il volo AZ809 del 3 aprile).
La decisione è stata presa a seguito del costante monitoraggio della situazione di sicurezza nella regione, definita prioritaria dalla compagnia di bandiera e dal Gruppo Lufthansa, che intanto ha sospeso le rotte per Dubai, Abu Dhabi e Dammam fino al 15 marzo e Tel Aviv fino al 2 aprile, Beirut fino al 28 marzo e Teheran fino al 30 aprile. Operativi i voli per Riyadh e Jeddah.
Klm ha fermato il collegamento per Tel Aviv per il resto della stagione invernale, Dubai fino al 28 marzo e Riyadh-Dammam fino al 12 marzo. Air France, riferisce Reuters, ha cancellato Tel Aviv e Beirut fino al 15 marzo e Dubai e Riyadh fino al 14 marzo. British Airways ha annunciato la cancellazione dei voli da/per Amman, Bahrain, Doha, Dubai e Tel Aviv per tutto il mese e Abu Dhabi fino a nuovo ordine.
Tra le altre compagnie europee, Aegean ha cancellato i voli per Dubai fino al 28 marzo, Tel Aviv, Beirut, Erbil e Baghdad fino al 29 marzo. Finnair ha annullato tutti i voli per Doha e Dubai fino al 29 marzo e segnalato che, in via precauzionale, non sta sorvolando Iraq, Iran, Siria e Israele.
Per quanto riguarda i vettori americani, Delta ha confermato la sospensione della rotta New York Jfk-Tel Aviv fino al 22 marzo (con i voli di ritorno fino al 23 marzo) e attivato agevolazioni per i passeggeri fino al 31 marzo, con forme di flessibilità nel cambio volo.
Sabato 16, invece, Qantas opererà un volo aggiuntivo A380 da Sydney a Londra, via Singapore, per supportare i clienti in viaggio tra Regno Unito, Europa e Australia. Volo di ritorno A380 da Londra Heathrow a Melbourne, sempre via Singapore, domenica 22 marzo.
Ogni volo potrà accogliere 485 passeggeri aggiuntivi per direzione e offrirà collegamenti con compagnie aeree partner per accompagnare i clienti fino alla destinazione finale.

