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Barcellona triplica la tassa ai crocieristi per le soste lampo

porto Barcellona adobe

Fermarsi solo poche ore a Barcellona costerà caro ai crocieristi. Il capoluogo catalano ha deciso di triplicare la tassa, che passerà dagli attuali 11 euro a 30, ai passeggeri delle navi per le soste inferiori alle 12 ore, come scrive il portale Preferente.

Secondo il Comune e i suoi partner, questo segmento di visitatori ha un impatto limitato sull’economia locale, contribuendo invece all’overtourism. Così si è arrivati al rincaro della fee, in seguito a un accordo raggiunto tra il Psc, l’Erc e il partito En Comú.

Expansión, il principale quotidiano economico, finanziario e aziendale in Spagna, riferisce che la misura verrà attuata attraverso un aumento del supplemento comunale sulla tassa di soggiorno, raddoppiata a febbraio. La somma, che dalla primavera scorsa ammonta a 8 euro, salirà a 24 nel 2027.

Aggiungendo la componente regionale, l’importo finale per i crocieristi con soggiorni brevi raggiungerà appunto i 30 euro. Tuttavia, i passeggeri che iniziano o terminano il loro viaggio a Barcellona non saranno interessati dall’aumento.

Insomma, un’altra notizia che non farà fare salti di gioia il mondo delle crociere, dopo che un mese fa il sindaco, Jaume Collboni, aveva ribadito l’intenzione di ridurre a zero il numero di scali per le navi che si fermano in città solo poche ore: l’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo di Barcellona come porto di partenza.

Non solo. Le nuove tariffe saranno accompagnate da un limite annuo di 3,5 milioni di passeggeri di navi da crociera, un’iniziativa promossa dal partito Erc, che però deve ancora superare l’iter di approvazione finale. E poco meno di un anno fa la decisione di ridimensionare il porto di Barcellona.

Le proposte saranno presentate inizialmente alla Commissione economica comunale e, una volta ottenuto l’ok, saranno inviate al Parlamento catalano per essere incluse nella relativa legge di bilancio della Generalitat. Sebbene la conclusione del procedimento sia prevista per i primi di luglio, potrebbe subire dei ritardi qualora i ricorsi presentati da Junts e dal Pp al Consiglio catalano delle garanzie legali venissero accolti.

Il dibattito coincide con la controversia sulla reale redditività di questo segmento turistico per le destinazioni. Un rapporto redatto dall’Università di Girona e dall’associazione di categoria Clia sostiene che nel 2024 il 2,5% dei visitatori di Barcellona è arrivato a bordo di navi da crociera e che la soglia del 5% per la presenza delle stesse è stata superata solo per 32 giorni all’anno.

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