Bitac, a Prato la due giorni del Turismo associativo e cooperativo

Bitac, a Prato la due giorni del Turismo associativo e cooperativo
24 Novembre 11:51 2022 Stampa questo articolo

Due giorni di incontro, confronto e progettazione su tematiche di attualità nel contesto turistico. Il 24 e 25 novembre il complesso monumentale di San Domenico a Prato ospita Bitac, la Borsa del Turismo associativo e Cooperativo (Bitac) e il convegno “L’Italia nel cuore dell’Italia: il turismo tra prossimità, sostenibilità, identità e innovazione”. L’appuntamento, ormai consolidato nel tempo, è organizzato dall’Alleanza delle Cooperative Turismo, e si svolge ogni anno in un luogo diverso del Paese.

Sono quasi 3.000 le imprese cooperative che a livello nazionale fanno parte dei settori del turismo, della cultura, dello sport e dello spettacolo Turismo, Cultura, Spettacolo, e che sono al centro degli incontri B2B della Bitac 2022. Le cooperative di questi settori sono infatti leve fondamentali per lo sviluppo di aree interne, borghi, periferie.

Nel corso della borsa, anche la consegna del Premio Bitac: sono 64 i progetti pervenuti da tutta Italia candidati al Premio, tra i quali sei finalisti a Prato. Tutti i progetti hanno messo in evidenza la capacità di innovazione delle cooperative, anche in questa fase storica complessa. Per la prima volta, quest’anno, l’assegnazione dei certificati di eccellenza Top Experience Bitac 2022.

Nella giornata del 25 novembre, tavoli di progettazione su tematiche di interesse delle cooperative: il turismo scolastico, enogastronomico, cammini e outdoor, turismo accessibile e destination management. Quella dei tavoli di lavoro è una novità che diventa occasione di approfondimento e di progettazione congiunta tra imprese su tematiche di grande interesse. L’obiettivo è avviare anche collaborazioni tra diversi territori e diverse imprese.

«La Bitac del 2022 è all’insegna dell’innovazione – spiega Irene Bongiovanni, presidente Alleanza Cooperative Turismo – E abbiamo introdotto i tavoli di lavoro tematici per avviare un lavoro di rete fondamentale in questa fase e per accrescere le competenze delle cooperative in alcuni settori strategici e nei quali la cooperazione può fare la differenza in termini di proposte e di qualità dell’offerta. In una fase in cui si parla molto di aree interne e borghi, le cooperative possono essere la leva reale e concreta di sviluppo; lo dicono i numeri che ci parlano di oltre 1.300 cooperative che operano nel settore turistico, con oltre 7mila persone occupate e un fatturato annuo che raggiunge quasi i 300 milioni di euro».

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