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Boeing, ennesima bega. Il sindacato ingegneri: “Subìte ritorsioni”

Boeing

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V come vendetta. In una vicenda contorta e spinosa, come quella di Boeing degli ultimi tre mesi, arriva anche l’accusa pesante del sindacato degli ingegneri – la Society of professional engineering employees in aerospace, Speea – contro i vertici societari, riportata dal Seattle Times. La direzione del colosso americano si sarebbe “vendicata” di due ingegneri che nel 2022 supervisionavano il lavoro di progettazione per conto della Faa, che ha aperto un’indagine. Peraltro l’ente federale sorveglia ogni singola mossa dell’azienda dopo il “big bang” del 5 gennaio, originato dall’incidente del 737 Max 9 di Alaska Airlines.

IL CASO

Due anni fa Boeing lavorava per integrare nuovi pacchetti avionici nei suoi aerei a fusoliera larga – widebody777 e 787, ma due ingegneri non erano convinti e insistevano sul fatto che la società dovesse rivalutare il lavoro precedente fatto sui due modelli. Il sindacato sostiene che i manager di Boeing avevano rifiutato, perché non erano disposti ad aggiungere nuovi costi e a rallentare la produzione.

Dopo sei mesi la Faa aveva fornito pieno sostegno agli ingegneri sulle modalità di lavoro e Boeing aveva dovuto ripetere l’analisi. A metà 2023, però, entrambi hanno ricevuto valutazioni negative sulle prestazioni lavorative, con conseguente riduzione degli aumenti salariali e delle prospettive di promozione.

«Gli ingegneri hanno fatto la cosa giusta e sono rimasti fermi sulle proprie posizioni, nonostante le forti pressioni di Boeing», ha spiegato Rich Plunkett, direttore dello sviluppo strategico del sindacato. Uno dei due ha poi lasciato l’azienda, l’altro ha presentato un reclamo nel sistema di segnalazione “Speak Up” della compagnia.

Boeing, però, si ribella a questa versione e respinge l’accusa. «Dopo un approfondito esame della documentazione e aver ascoltato oltre una dozzina di testimoni, i nostri investigatori non hanno trovato prove di ritorsioni o interferenze – ha dichiarato il portavoce Bobbie Egan – Quindi le accuse non sono comprovate. Noi incoraggiamo i nostri dipendenti a parlare apertamente quando notano un problema».

Il sindacato allora ha presentato un reclamo al National labor relations board, chiedendo l’accesso al rapporto dell’indagine interna. Boeing ha ribattuto spiegando che le revisioni negative non equivalevano a interferire nel lavoro di supervisione dei due ingegneri e che sta esaminando le richieste del sindacato, anche se le indagini sulle accuse di interferenza sono generalmente riservate. “Fornire il rapporto a qualsiasi soggetto esterno alla Faa costituirebbe un’anomalia rispetto ai nostri standard”.

La questione resta comunque spinosa, perché, qualora venissero dimostrate, le accuse del sindacato metterebbero in discussione le ripetute affermazioni di Boeing sulla priorità alla sicurezza rispetto ai costi e sulla tutela dei dipendenti che segnalano problemi di sicurezza.

GLI OCCHI DELLA FAA

Sono oltre 1.000 gli ingegneri all’interno di Boeing autorizzati ad essere gli occhi della Faa nella supervisione del lavoro. Per legge sono tenuti a controllare che “la sicurezza sia al di sopra di tutte le altre priorità” e quindi devono essere indipendenti e liberi da interferenze da parte della direzione circa costi aggiuntivi e ritardi nella pianificazione. Dopo i due incidenti mortali del 737 Max, nel 2018-2019, alcuni di loro hanno però denunciato che la direzione, durante lo sviluppo del modello, aveva interferito per limitare i test di sicurezza.

Successivamente il Congresso ha invertito la tendenza, decidendo di delegare un ruolo maggiore nella supervisione della sicurezza, che prima spettava alla Faa, alla stessa Boeing.

A gennaio 2024 è iniziata la catena di disavventure per l’azienda americana e la dirigenza ha assicurato che avrebbe rinnovato i sistemi di segnalazione della sicurezza, confermando che tutti i dipendenti possono sollevare problemi senza timore di ritorsioni. Teoria smentita a febbraio dal rapporto di un gruppo di esperti aeronautici indipendenti, nominato dalla Faa. Il compito degli ingegneri Boeing autorizzati a lavorare per conto della Faa è quello di verificare il lavoro dei colleghi dell’azienda mentre sviluppano i progetti e istruirli su cosa va realizzato per fare in modo che tali progetti siano approvati come conformi alle normative.

L’UDIENZA AL SENATO

I due ingegneri protagonisti della querelle nella circostanza avevano citato un documento consultivo della Faa aggiornato nel 2013, che forniva linee guida per ottenere l’approvazione di aeronavigabilità. I risultati del rapporto sono stati evidenziati la scorsa settimana in un’audizione davanti alla Commissione per il commercio, la scienza e i trasporti del Senato degli Stati Uniti. Dopo l’udienza Boeing ha sottolineato ancora una volta che le ritorsioni sono severamente vietate. Secca la replica di Plunkett: «Boeing può dire al Congresso e ai media tutto ciò che vuole, ma il nostro sindacato combatte regolarmente casi di questo tipo».

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