Boeing migliora i conti, ma delude Wall Street sulla produzione degli aerei commerciali. A pesare sul titolo del costruttore statunitense, in forte ribasso durante la seduta di martedì 27 ottobre, sono state soprattutto le indicazioni emerse dalla conference call sui risultati del terzo trimestre 2026: l’aumento dei ritmi produttivi procede più lentamente del previsto, alimentando i dubbi sulla capacità del gruppo di accelerare sulle consegne alle compagnie aeree.
Il nodo principale riguarda il 737 Max, il modello più venduto di Boeing, che non ha ancora raggiunto stabilmente l’obiettivo di 47 aeromobili al mese, rispetto ai precedenti 42, e ha fissato alla seconda metà del 2027 il raggiungimento del target a 52. A frenare la produzione sono soprattutto le difficoltà nella realizzazione delle ali e i problemi alla catena di approvvigionamento.
Anche il 787 Dreamliner, fondamentale per il mercato del lungo raggio, resta fermo a un ritmo di otto aerei mensili, mentre il passaggio a dieci esemplari procede più lentamente delle aspettative.
Si tratta di ritardi particolarmente rilevanti per le compagnie aeree, che contano sui nuovi velivoli per rinnovare le flotte, aumentare la capacità e aprire nuovi collegamenti. La difficoltà di Boeing nell’accelerare la produzione rischia quindi di continuare a condizionare i programmi di espansione dei vettori.
Ricavi in crescita, ma la divisione commerciale perde 697 milioni
La reazione negativa degli investitori contrasta con il miglioramento dei risultati finanziari. Boeing ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 24,2 miliardi di dollari, in crescita del 4%, e una perdita netta ridotta a 116 milioni, contro i 5,3 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Il fatturato ha superato le aspettative degli analisti, ferme a 23,84 miliardi, ma la perdita rettificata per azione, pari a 34 centesimi, è risultata superiore ai 21 centesimi previsti dagli esperti.
A pesare, continua a essere soprattutto Boeing Commercial Airplanes, che ha registrato ricavi in calo del 3%, a 10,7 miliardi di dollari, e una perdita operativa di 697 milioni, con un margine negativo del 6,5%. Un risultato condizionato dall’aumento dei costi produttivi e dalle difficoltà della catena di approvvigionamento.
Nel trimestre, il costruttore ha consegnato 161 aeromobili commerciali, appena uno in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e dieci in meno rispetto al trimestre precedente. Nei primi nove mesi, le consegne hanno raggiunto quota 475, con un incremento dell’8% su base annua.
Ordini record e nuovi Max certificati
La domanda resta comunque sostenuta. Boeing ha raccolto 300 ordini netti nel trimestre, tra cui commesse di Turkish Airlines, Ethiopian Airlines e Lufthansa, portando il portafoglio ordini della divisione commerciale al valore record di 612 miliardi di dollari, per oltre 6.300 aeromobili ancora da consegnare.
Arrivano segnali positivi anche dalle certificazioni. La Federal Aviation Administration ha dato il via libera al 737 Max 7 nel terzo trimestre e al 737 Max 10 in ottobre, completando due passaggi fondamentali per la famiglia di aerei a corridoio singolo.
Prosegue inoltre il programma del 777X, con Boeing che conferma l’obiettivo della prima consegna nel 2027, dopo i numerosi rinvii accumulati.
Sul fronte della liquidità, il gruppo ha generato un free cash flow positivo per 464 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il portafoglio ordini record dimostra dunque che la domanda di nuovi aerei non manca. La sfida, per Boeing, è riuscire a soddisfarla: un compito sul quale si concentrano le preoccupazioni di Wall Street e dal quale dipendono anche i piani di crescita di numerose compagnie aeree.


