Booking, frenano gli Usa e l’outlook delude

Booking, frenano gli Usa e l’outlook delude
30 Luglio 09:40 2025

La «crescente incertezza» nel contesto economico e geopolitico minaccia di pesare sulla domanda di viaggi. Per questo, Booking Holdings ha rilasciato un outlook che ha deluso le attese, pari a una crescita dei pernottamenti di circa il 4,5% nel trimestre attuale, contro un consensus medio fissato al 5,5%.

Questa stagione delle trimestrali sta mostrando previsioni contrastanti da parte del settore. Per esempio, Delta Air Lines ha ripristinato il suo outlook con la stabilizzazione del mercato, mentre American Airlines resta meno ottimista.

TRIMESTRALE SUPERIORE AL CONSENSUS

Booking, agenzia di viaggi online che gestisce i marchi Kayak, Priceline e Booking, ha registrato, nel secondo trimestre, un aumento delle prenotazioni lorde del 13% a 46,7 miliardi di dollari, superando le aspettative degli analisti, con un aumento del 7,7% dei pernottamenti venduti. Le vendite di biglietti aerei sono aumentate del 44% nel periodo.

Il fatturato totale è aumentato del 16%, raggiungendo i 6,8 miliardi di dollari, superando la stima degli analisti di 6,55 miliardi di dollari. Anche gli utili adjusted hanno superato le proiezioni di Wall Street, attestandosi a 55,40 dollari per azione, rispetto a una stima media di 50,38 dollari.

BENE ASIA ED EUROPA, RALLENTANO GLI STATES

La crescita del secondo trimestre è stata trainata da Europa e Asia, ha dichiarato l’amministratore delegato, Glenn Fogel, in una conference call con gli azionisti. «L’Asia, in particolare, ha registrato una crescita solida, con un incremento a due cifre».

I viaggi intracontinentali in Asia, alimentati dall’aumento dei turisti cinesi facoltosi che visitano il Sud-est asiatico e che hanno fatto aumentare i prezzi, hanno aiutato le agenzie di viaggio a compensare parzialmente il rallentamento delle prenotazioni negli Stati Uniti. Circa il 25% delle prenotazioni totali di Booking proviene dall’Asia. La regione dovrebbe espandersi a un tasso di poco inferiore al 10% nel medio termine, ha aggiunto Fogel, diventando il mercato con la crescita più rapida.

Negli Stati Uniti, le tariffe medie più basse, unite alla breve durata dei soggiorni e alle finestre di prenotazione, indicano che i consumatori stanno «facendo più attenzione alle spese nell’attuale contesto economico», ha dichiarato il chief financial officer, Ewout Steenbergen, durante la conference call.

L’OUTLOOK

Nonostante l’elevata incertezza dell’economia globale, l’andamento della domanda di viaggi è stato finora «stabile» nel terzo trimestre, contribuendo a migliorare le sue prospettive per l’intero anno, ha affermato Steenbergen. L’azienda prevede un utile prima di interessi, imposte, deprezzamenti e ammortamenti compreso tra 3,9 e 4 miliardi di dollari nel periodo, in linea con le stime.

Brad Erickson, analista di Rbc Capital, ha scritto in una nota ai clienti che il superamento delle aspettative di Booking per il secondo trimestre è stato «modesto» rispetto all’andamento storico dell’azienda. Ha poi aggiunto che le previsioni dell’azienda sono «incerte», con aspettative per il totale dei pernottamenti prenotati inferiori alle aspettative.

IN BORSA

Ieri, martedì 29 luglio, il titolo di Booking ha perso l’1,55% a Wall Street, prima della pubblicazione della trimestrale. Nel premercato di oggi, mercoledì 30 luglio, sta perdendo il 2,4%.

Il titolo di Booking ha guadagnato finora il 13% dall’inizio dell’anno e il 50% rispetto a 12 mesi fa. Nonostante i dazi e una serie di altri fattori abbiano pesato sul mercato dei viaggi nel suo complesso, il titolo di Booking ha finora sovraperformato.

Un vantaggio per Booking Holdings è che ricava la maggior parte dei suoi ricavi dall’Europa. Le società di viaggi online focalizzate sugli Stati Uniti, Expedia Group e Airbnb, hanno segnalato la debolezza della domanda di viaggi statunitense durante i rispettivi report del primo trimestre di questa primavera. Il titolo di Expedia è in calo di circa il 2% nel 2025, mentre quello di Airbnb sta guadagnando il 5%.

LA CLASS ACTION DI FEDERALBERGHI

Nel frattempo, in Italia Federalberghi comunica l’adesione alla class action contro Booking di 10mila alberghi, per richiedere un risarcimento per i danni finanziari causati dalle clausole anticoncorrenziali che il portale ha imposto per anni.

In risposta alle pressanti richieste pervenute e per venire incontro alle esigenze degli operatori alberghieri durante l’intensa stagione estiva, la scadenza per la registrazione è stata prorogata di un mese e ora il termine ultimo è stato fissato al 29 agosto 2025.

Questa azione legale, sostenuta da Hotrec, Federalberghi e da altre 30 associazioni alberghiere nazionali, mira ad aiutare gli hotel a recuperare le perdite subite a causa delle clausole di parità tariffaria (cosiddetta parity rate), che secondo la Corte di Giustizia europea violano il diritto della concorrenza dell’Unione europea (sentenza C-264/23 del 19 settembre 2024).

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore